Il Tirreno

Livorno

caccia all’uomo 

Aggressione ad Avr C’è un sospettato: un dipendente Aamps

Matteo Scardigli
Aggressione ad Avr C’è un sospettato: un dipendente Aamps

Sarebbe stato identificato dalla polizia municipale Nel fascicolo d’indagine (per ora) solo l’ipotesi di furto

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Sarebbe un dipendente di Aamps e ci sarebbe andato “col motore”, detto nel dialetto di alcuni dipendenti di Avr (cioè con il proprio motorino), l'uomo che mercoledì sera davanti allo stadio «dopo aver insultato gli addetti è salito su un mezzo di Avr e ha sottratto le chiavi», come riferiva ieri in consiglio comunale il sindaco Filippo Nogarin.

Senza preoccuparsi dunque di essere riconosciuto attraverso – ad esempio – la targa del mezzo a lui riconducibile, e infatti gli investigatori della polizia municipale (intervenuta sul posto) lo avrebbero già identificato nel giro di poche ore dall’accaduto. Secondo dunque fonti vicine al comando dei vigili urbani si tratterebbe proprio di un dipendente dell'Azienda ambientale di pubblico servizio, cioè di Aamps.

Il sindaco, insieme alla responsabile della raccolta di Aamps e a un rappresentante di Avr, giovedì – proprio poco prima del consiglio comunale – si era recato in questura al fine di sporgere formale denuncia per interruzione del pubblico servizio, avendo ritenuto al riguardo «opportuno informare il questore». Allora l’atto era contro ignoti, ma già in queste ore si sta procedendo alla ricerca e all'identificazione formale dell'uomo, e lunedì il fascicolo con le ipotesi di reato sarà trasmesso in procura: tra queste c'è almeno il furto.

Gli altri contestatori si erano “limitati” a rivolgere aggressioni verbali agli operatori di Avr, intervenuti «per ripristinare le condizioni minime di pulizia della città dopo lo sciopero assolutamente legittimo dei lavoratori di Aamps», spiegava ancora il sindaco, oltre a sferrare «calci e pugni ai mezzi in sosta». Gesti condannati in sede di consiglio comunale dalle opposizioni, che tuttavia ieri hanno richiamato amministratori e manager di Aamps al «clima di conflitto e di tensione» interno all'azienda pubblica, cioè di proprietà del comune.

Dopodomani dunque l’atto sarà depositato, e il nome sarà reso noto. —

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