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«Spariti i soldi del Palio Marinaro», indagati l’ex presidente e il segretario
Livorno, i vertici del Comitato accusati di peculato dal 2011 al 2014 avrebbero gonfiato le spese appropriandosi di 20mila euro. E spunta anche la truffa
LIVORNO. È un’onda anomala quella che si è abbattuta sugli ex vertici del Comitato del Palio Marinaro, il governo livornese del remo, finito al centro di un’inchiesta della Procura che ipotizza come nel corso degli anni siano spariti migliaia di euro di soldi pubblici attraverso un sistema sospetto nel quale le spese messe a bilancio venivano sistematicamente gonfiate rispetto alle cifre realmente versate ai fornitori. Nel registro degli indagati con l’accusa di peculato sono finiti l’ex presidente Vittorio Pasqui, 65 anni, al timone del Comitato per undici anni, dal 2005 al febbraio del 2016, e l’allora segretario Massimo Fastame, 70 anni. A dare il via all’indagine della Procura – siamo alla fine del 2016 – una denuncia da parte dell’amministrazione comunale e in particolare del sindaco Filippo Nogarin che segnalava alcuni sospetti sulla gestione dei soldi che il Comune girava allo stesso Comitato.
Per un anno e mezzo gli agenti della sezione della polizia giudiziaria della Municipale hanno spulciato i bilanci del Comitato, in particolare comparando i movimenti in uscita con le fatture in entrata. Chi ha effettuato le indagini racconta di accertamenti che hanno coinvolto decine di fornitori e i bilanci di almeno quattro annualità.
È da questa comparazione che, secondo le accuse, sarebbero emerse delle «consistenti anomalie». In particolare nel 2011 mancherebbero all’appello 5.923,12 euro, 662,273 nel 2013 e 13.268 per il 2014, per una cifra complessiva che sfiora i ventimila euro (19.654).
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È indagando sui conti del Comitato che gli investigatori, inizialmente coordinati dal pubblico ministero Daniele Rosa e successivamente dalla collega Ezia Mancusi, hanno scoperto un’altra magagna all’interno del governo dei remi. Secondo gli inquirenti, infatti, ai danni dell’Ente sarebbe stata messa in atto anche una truffa. A metterla in piedi Veronica Uleri, 37 anni, che risulta essere la compagna del figlio del segretario, e per un periodo anche è consulente del Palio. Dalla ricostruzione della Procura emerge che la donna avrebbe affermato falsamente di aver effettuato per conto del Comitato la ricerca e trascrizione storica del Palio dal 1951 al 2013 intascando 800 euro.
Nei giorni scorsi la Procura ha chiuso le indagini e notificato agli indagati l’atto. Da quello che trapela da investigatori e avvocati le persone finite nei guai avrebbero chiesto – come prevede il codice – di essere interrogate per chiarire la loro posizione e difendersi dalle accuse. Al termine di questi accertamenti toccherà alla Procura decidere se chiedere o meno il rinvio a giudizio per tutti o solo per alcuni degli indagati.
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