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Morti in corsia: ok all'abbreviato per l'infermiera, a processo il primario
Livorno, durante l'udienza preliminare il giudice ha accolto la richiesta dell'avvocato di Fausta Bonino, il medico è accusato di omicidio colposo per gli ultimi tre decessi avvenuti all'ospedale di Piombino
LIVORNO. Il giudice del tribunale di Livorno ha deciso di accogliere, in udienza preliminare, la richiesta di rito abbreviato presentata dalla difesa di Fausta Bonino, l'infermiera 57enne accusata dalla procura livornese di omicidio volontario plurimo per le morti sospette di 10 pazienti avvenute nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Villamarina di Piombino tra il 2014 e il 2015. Bonino sarà dunque giudicata solo sulla base degli elementi di prova raccolti nella fase di indagine preliminare.
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Per l'accusa quelle morti furono causate dall'utilizzo, "deliberato e fuori dalle terapie prescritte", di eparina in dosi tali da "determinare il decesso" per improvvise emorragie. All'imputata, inoltre, l'accusa contesta di aver agito con premeditazione e con altre aggravanti, tra le quali il fatto di aver agito su pazienti già in precarie condizioni di salute.Tre le udienze già calendarizzate dal Tribunale che dovrebbero portare alla lettura della sentenza il prossimo 5 aprile. Tra le parti civile, oltre ai parenti delle vittime, anche l'Asl.
"La scelta dell'abbreviato - ha commentato il legale della difesa Cesarina Barghini - è determinata esclusivamente dalla volontà di chiudere questo procedimento che è durato fin troppo, e mettere fine a questa sofferenza di Fausta e farla uscire da un incubo. In un dibattimento non vedo cosa di altro si sarebbe potuto portare - ha aggiunto - perché agli atti c'è già tutto quello che poteva esserci. Non prendiamo in considerazione nemmeno lo sconto di pena perché noi non prendiamo in considerazione l'ipotesi di una condanna. Sconto peraltro che nel caso di Fausta non ci sarebbe nemmeno".
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Il giudice Marco Sacquegna, nella stessa udienza, ha deciso anche il rinvio a giudizio invece per Michele Casalis, primario del reparto di rianimazione di Piombino, accusato di omicidio colposo plurimo. La sua colpa, in sostanza, quella di negligenza, imperizia e violazione dei protocolli terapeutici per gli ultimi tre decessi: la prima udienza è fissata per il prossimo 9 settembre.
"Il dottor Casalis - ha spiegato al termine dell'udienza il suo legale, l'avvocato Federico Procchi - ha assunto la qualità di indagato nella primavera 2018, questo ha fatto sì che abbia partecipato alle indagini come persona informata sui fatti. Non ha avuto modo di interloquire nel contradditorio degli accertamenti tecnici e nell'incidente probatorio a cui non ha preso parte. Questo rende necessario per Casalis il giudizio ordinario, l'unica sede per dimostrare la propria estraneità".
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