Il Tirreno

Livorno

Liberata in extremis la lapide di Sara Mazzi per la cerimonia-ricordo

Liberata in extremis la lapide di Sara Mazzi per la cerimonia-ricordo

Livorno, fino a 3 giorni fa la zona del cimitero dove è sepolta la piccola era interdetta. Il sindaco interviene e la fa riaprire

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LIVORNO. Oggi, 18 gennaio, sono 29 anni che Sara Mazzi se n’è andata: non aveva ancora tre anni il 18 gennaio del 1990, ma grazie al cuore dei suoi genitori, da allora, quattro persone respirano, amano, mangiano e si muovono per il mondo. Quest’anno però, fino a tre giorni fa, la cerimonia ricordo per non dimenticare la piccola diventata un giardino, rischiava di non potersi svolgere perché la zona del cimitero dei Lupi dove è sepolta la piccola era interdetta per via di alcune infiltrazioni denunciate proprio dai genitori di Sara a inizio dicembre. Ecco perché nei giorni scorsi babbo Claudio ha scritto anche al sindaco Filippo Nogarin per chiedere un aiuto.

«Il nostro dolore – scrive – è lo stesso di quei giorni, ma alla disperazione si è affiancata la speranza che il gesto della donazione degli organi del nostro angelo abbia permesso di dare speranza e vita ad altre persone. Livorno in quei giorni così come in tutti questi anni ci è stata vicina, vicinissima e noi saremo per sempre grati ai nostri concittadini per questo affetto che si aggiunge all’attenzione del Comune, delle altre Istituzioni livornesi e della stampa. Ecco perché anche quest’anno siamo certi che in molti vorranno partecipare alle iniziative promosse per ricordare Sara e le conferme ricevute in queste ore anche da fuori Toscana lo testimoniano. Ma abbiamo un timore. Il giorno dell’anniversario della scomparsa di Sara (l’appuntamento è per le 15), come ogni anno, ci ritroveremo proprio davanti a dove lei riposa. Un momento importante per tutti i partecipanti e come Lei potrà ben capire importantissimo per la nostra famiglia. Ecco perché vorremmo che anche quest’anno fosse possibile avvicinarsi a quel luogo e non me ne vorrà, ma se così non fosse, non sarà certo una striscia di plastica bianca e rossa a fermare un padre ed una madre che vogliono salutare la loro bambina».

La risposta del sindaco non si è fatta attendere. «Mi sono immediatamente mosso con gli uffici tecnici – ha risposto il primo cittadino – e sono felice di comunicarle che l’area al secondo piano del blocco 16 del cimitero dei Lupi, dove riposa Sara, è stata resa pienamente accessibile. Questo permetterà a lei, a sua moglie e a tutte le persone che vorranno intervenire di partecipare alla cerimonia della piccola Sara». Un lieto fine – come spiega babbo Claudio – che «ci ha visto tutti vincitori». –


 

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di Redazione web