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Ladri sulla tomba di Denise Fugi, rubata la collanina ragalata dall’amica
Livorno, il furto della vergogna è avvenuto nel pomeriggio di martedì 15 gennaio al cimitero dei Lupi. Lo sfogo del padre: «Vergogna, spero che ti si paralizzino le mani»
LIVORNO. Quella collanina d’argento con un cuore spezzato in due era appoggiata sulla tomba di Denise Fugi da poco più di un mese. L’aveva regalata una delle più care amiche della ragazza scomparsa ad appena 24 anni in un tragico incidente la notte del 19 settembre scorso. Un modo per starle vicino e per dimostrare che l’amicizia non finisce, cambia soltanto forma.
Il furto della vergogna, perché di questo si tratta, è avvenuto nel pomeriggio di martedì 15 gennaio all’interno del blocco quattro del cimitero dei Lupi, la zona di più recente costruzione, dove la giovane cameriera è sepolta.Ad accorgersi che la collanina era sparita è stato il padre Stefano che come fa ogni giorno, intorno alle cinque del pomeriggio, è andato a salutare la figlia. La prima reazione è stata quella di condividere la propria rabbia su Facebook inviando un messaggio direttamente all’autore. Poche parole piene di collera che molti hanno trovato condivisibile. «A te che hai rubato la collana dalla lapide di Denise, spero con tutto il cuore che le mani ti si paralizzino».
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I familiari di Denise hanno anche cercato di ricostruire l’arco temporale nel quale è avvenuto il furto. «Intorno alle 14, 30 la compagna del padre – spiegano i parenti – è andata al cimitero e la catenina era al suo posto». Dunque il ladro deve aver agito nelle successive due ore e mezzo perché quando il padre Stefano è arrivato la collanina era scomparsa. «La cosa che fa più rabbia – aggiungono i parenti della ventiquattrenne – è che il valore di quell’oggetto in argento è praticamente solo affettivo visto che il costo sul mercato è di poche decine di euro». Per il momento i familiari non hanno fatto denuncia ma solo segnalato sui social quanto avvenuto. Decine le persone che hanno espresso la propria solidarietà nei confronti del padre e lo sdegno per un gesto orribile sperando che attraverso le telecamere sia possibile risalire all’autore.
«Per essere sinceri – continuano i parenti – non è la prima volta che ci rendiamo conto che qualcosa manca. Ad esempio, nelle scorse settimane, sono scomparse alcune sigarette che avevamo lasciato vicino alla lapide, ma fino a che sono cose del genere non ci facciamo nemmeno caso». Stavolta invece non vedere più quella collanina accanto alla foto di Denise è stato un dolore, l’ennesimo in una vicenda di per sé già tragica. Una scomparsa che ha scosso la città lasciando una ferita che il ladro ha purtroppo la colpa di aver riaperto.
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