Gioco
Il ministro Toninelli finisce dentro la guerra fra Onorato e Grimaldi
Lo scontro che ha a Livorno il principale campo di battaglia ora riguarda la convenzione per la Sardegna. E l’armatore replica con parole pesantissime
ROMA. «Porremo fine al monopolio della Tirrenia in Sardegna». Questa dichiarazione del ministro dei trasporti, Danilo Toninelli, è arrivata mentre era a Cagliari per la campagna elettorale per le regionali e le suppletive del collegio del capoluogo per la Camera. Inutile dire che queste parole di fuoco hanno fatto divampare di nuovo la guerra che contrappone i due big dei traghetti – le famiglia Onorato contro la famiglia Grimaldi – sulle banchine di tutta Italia, e in particolare a Livorno.
Il ministro non ha usato i guanti bianchi quando ha annunciato una nuova gara nel luglio del prossimo anno: va da sé che «chi la vincerà dovrà rispettare delle condizioni paritarie tra i suoi interessi legittimi di guadagno e i vantaggi da garantire in termini di utilità sociale per il popolo sardo», ma non poteva essere più urticante per Vincenzo Onorato, patron del gruppo che controlla anche Tirrenia, visto che Toninelli sottolinea che «verrà finalmente scritta una convenzione in cui al centro vengono posti i cittadini sardi e non gli interessi di una compagnia che ha preso tantissimi soldi pubblici e ha aumentato i prezzi».
Giusto il tempo di vedere queste parole nei primi report di agenzia, ed ecco che Vincenzo Onorato ha messo nero su bianco una dichiarazione al vetriolo contro Toninelli. Del resto, era stato molto esplicito il feeling fra Guido Grimaldi e il vicepremier Matteo Salvini all’assemblea di Alis nelle settimane scorse...
«La sua è una dichiarazione di chi non sa e non ha preso le informazioni, pura campagna e demagogia elettorale»: questo è il “buongiorno” di Onorato a Toninelli. Poi prosegue ricordando che «le tariffe Tirrenia inoltre non sono stabilite da noi, ma dalla convenzione firmata con lo Stato, e spesso sono ben al di sotto dei limiti fissati dalla stessa». Ma Onorato non risparmia un affondo contro Toninelli («alla cui impreparazione siamo abituati da tempo e sui temi più svariati») sottolineando che «per Onorato Armatori, di cui Tirrenia fa parte, lavorano 5mila persone, tutte italiane e rappresentiamo di gran lunga la prima realtà nazionale in termini occupazionali nei traffici per le isole».
Non basta. Onorato è un fiume in piena: invita il ministro M5s a «includere nei provvedimenti per il reddito di cittadinanza i 50.000 marittimi italiani disoccupati a casa grazie a politiche confermate dai suoi predecessori e che servono gli interessi della lobby degli armatori a cui anche il signor Toninelli sembra rispondere».
L’ultima doppia sottolineatura è anch’essa caustica. Segnala: 1) che dal ministero guidato da Toninelli dipendono «anche i controlli sulle leggi a tutela dei marittimi italiani che vengono sistematicamente disattese dagli armatori»; 2) quando il ministro va in Sardegna «si ricordi anche delle nostre 500 persone, tutti sardi, che lavorano ogni giorno su e per l'Isola».
A dar man forte al fronte filo-Onorato scende in campo il segretario generale della Federmar/Cisal Alessandro Pico: le affermazioni di Toninelli non hanno fondamento «in quanto un vero monopolio di Tirrenia non esiste: questi soldi servono esclusivamente per dare quella giusta continuità territoriale che, nei periodi di cosiddetta bassa stagione, non permetterebbero a nessun mezzo di locomozione di poter raggiungere la Sardegna». —
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