Gioco
I circoli tornano al voto Ecco chi sta con chi nello scacchiere del Pd
I segretari divisi. E Bacci fa un passo di lato
livorno. Il Pd torna a votare. Torna a votare per decidere chi sarà il segretario nazionale. E lo fa in un momento delicatissimo sul piano locale, con le amministrative alle porte e le trattative in corso con i potenziali alleati. Non è un caso che uno del calibro del presidente Giorgio Kutufà il giorno della presentazione della mozione pro Zingaretti – con cui è schierato – sottolinei subito che «l’unitarietà del partito livornese, al di là degli schieramenti, non è in discussione».
Domani e dopodomani nei circoli voteranno gli iscritti: dei sei nomi in lizza ne resteranno tre che si giocheranno le primarie del 3 marzo. Ma chi sta con chi? In città risultano rappresentate tre mozioni. Con Nicola Zingaretti, oltre a Kutufà, stanno il segretario territoriale Simone Rossi, l’assessora e il consigliere regionali Cristina Grieco e Francesco Gazzetti, Mario e Libera Camici, la vicesindaca di Colle, Claudio Seriacopi, Marida Bolognesi e Anna Maria Biricotti, entrambe presenti mercoledì sera alla presentazione della mozione. L’obiettivo dichiarato, lo ripete Kutufà, è di superare a livello nazionale quel 50% che consentirebbe di evitare che il secondo e il terzo si alleino e si prendano la segreteria (dinamica che il Pd di Livorno ha già conosciuto).
Con Maurizio Martina è invece schierata gran parte della segreteria comunale: da Rocco Garufo al capogruppo Pietro Caruso. Dal parlamentare Andrea Romano ad Alessio Ciampini e Federico Bellandi. Referente di Roberto Giachetti è invece Alfio Baldi.
Non si è schierato il sindaco di Colle, Lorenzo Bacci, che contattato dal Tirreno non ci gira intorno: «Non mi appassiona questo continuo movimento interno, questo monopoli. L’appartenenza al Pd è da valorizzare a prescindere dai posizionamenti nei congressi». Che coincidono «non troppo felicemente» con la campagna elettorale. «Ho un occhio di riguardo per Giachetti ma non ho fatto campagna attiva. Ho deciso di restare di lato. Spero che dopo questa fase il Pd abbia la capacità di posizionarsi come interlocutore credibile nei confronti della società». —
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