Sicurezza
Edifici abbandonati, una mappa per prevenire le occupazioni
A Livorno i casi più critici L’appello del prefetto Tomao ad amministratori e vigili: «Individuare gli immobili e metterli in sicurezza»
Livorno. Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito ieri in prefettura.
Al vertice indetto dal prefetto Gianfranco Tomao il procuratore Ettore Squillace Greco, la vicesindaca Stella Sorgente, il comandante dei vigili urbani Riccardo Pucciarelli, il questore Lorenzo Suraci, i comandante dei carabinieri Alessandro Magro e Gaetano Cutarelli della guardia di finanza, i rappresentanti dei comuni di Piombino, Cecina, Campiglia Marittima e Collesalvetti, della provincia e dell’agenzia del demanio. Sul tavolo il decreto Salvini sulle occupazioni abusive, con le annesse modifiche normative e direttive ministeriali.
Per scoraggiarle il comitato ha condiviso la necessità che vengano messi in sicurezza – in special modo – gli immobili abbandonati che si trovano nelle aree più degradate dei territori urbani, che date le loro condizioni potrebbero favorire gli insediamenti abusivi.
Da una prima mappatura effettuata (in attesa di una versione più estesa e dettagliata prevista dalla normativa) solo su Livorno sono emerse particolari criticità sia sotto il profilo dell’ordine pubblico che dal punto di vista delle condizioni igienico-sanitarie.
Il prefetto ha dunque sollecitato anche l’impegno da parte di tutti i comandi dei vigili urbani della provincia al presidio del territorio, per individuare le condizioni che possano favorire le occupazioni abusive, e di conseguenza prevenirle, anche all’interno degli edifici privati (e non solo di quelli pubblici) che versano in stato di abbandono.
L’esortazione di Gianfranco Tomao è andata anche agli amministratori pubblici del territorio, affinché vadano a incentivare i proprietari degli immobili abbandonati perché adottino tutte le iniziative volte a mettere in sicurezza i propri edifici al fine – ancora una volta – di scongiurare gli insediamenti abusivi. —
M.S.
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