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Nella guerra delle banchine è l’ora del viceministro leghista

Mauro Zucchelli
Nella guerra delle banchine è l’ora del viceministro leghista

Rixi scende in campo fra Corsini e Tarzia dribblando l’iniziativa del governatore. Ma Rossi non molla: giovedì 24 debutta il super-comitato delle istituzioni

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L’avevano evocato in parecchi l’intervento del ministro Danilo Toninelli per sbrogliare l’ingarbugliata groviglio che grava sul porto di Livorno: l’aveva chiamato in causa la (doppia) interpellanza del deputato forzista Giorgio Mulè insieme a una trentina di colleghi; l’aveva evocato il sindaco Filippo Nogarin paventando la fuga dell’armatore Emanuele Grimaldi dalle banchine livornesi; l’aveva sollecitato il governatore Enrico Rossi, dopo aver lanciato l’idea di un super-comitato delle istituzioni (giocando magari di squadra proprio con Nogarin). Alla fin fine Roma ci ha messo lo zampino sì, ma per iniziativa del viceministro Edoardo Rixi, che nel dicastero delle infrastrutture rappresenta l’altra metà del governo gialloverde, essendo considerato uno dei fedelissimi del vicepremier Matteo Salvini e uno degli strateghi leghisti sul “fronte del porto”.

Non è una novità che Rixi metta gli occhi su Livorno: è il suo mestiere di viceministro e qui da noi è già stato agli inizi del mese scorso come mattatore del convegno organizzato da Federmanager in Fortezza Vecchia. Ma adesso entra proprio nella carne viva dei guai del porto labronico prendendo l’iniziativa di convocare un incontro con il presidente dell’Authority Livorno-Piombino Stefano Corsini e con il direttore marittimo della Toscana contrammiraglio Giuseppe Tarzia.

Lo fa, va detto, nel bel mezzo di un sussulto di “interventismo” del ministero nei riguardi delle istituzioni portuali: basti pensare che nella stessa giornata di ieri l’incontro dedicato a Livorno è stato accompagnato dall’annuncio che la direzione generale del ministero che si occupa della vigilanza sulle istituzioni portuali manderà gli ispettori a fare le lastre all’Authority di Civitavecchia, a quella di Ravenna e a quella di Taranto: occhi puntati sulla “gestione dei rispettivi porti” con riguardo «anche ai profili economico-finanziari, legale-amministrativi e tecnici».

Come Il Tirreno racconta da anni, il porto di Livorno è la battaglia campale della guerra commerciale fra Grimaldi e Onorato. E da settimane si incrocia con il conflitto istituzionale fra Authority e Capitaneria (con i deputati forzisti che denunciano le invasioni di campo dell’autorità marittima ai danni di Palazzo Rosciano). Non solo: siamo nel cuore di una inchiesta giudiziaria e (quasi) alla vigilia di decisioni rilevanti sull’affare Darsena Europa che dovrebbe spalancare al porto di Livorno una nuova stagione senza le strozzature fisico-geografiche che ne limitano lo sviluppo. Senza contare che fra quattro mesi sono previste le elezioni locali più incerte degli ultimi settant’anni…

È in questo crocevia di problemi e guai che, assumendosi il ruolo di risolutore, il ministero si è detto disponibile ad «avviare l’elaborazione di una circolare esplicativa sull’utilizzo delle banchine pubbliche, alla luce dell’aumento dei traffici portuali previsti nei prossimi anni, in tutti i porti italiani». Il ministero cerca di derubricare lo scontro a impiccio procedurale tant’è vero che ci si limita a far riferimento a problematiche operative e infrastrutturali del porto di Livorno. È da aggiungere che nel corso del faccia a faccia è stata «evidenziata l’importanza della programmazione degli accosti portuali per ottimizzare la capacità delle banchine pubbliche» .

Rixi sembra puntare a dribblare così l’iniziativa del governatore Rossi di creare un super-comitato delle istituzioni che nascerebbe per risparmiare al porto di Livorno (e in primo luogo a Palazzo Rosciano) una fase di turbolenza proprio quando meno impossibile pare la prospettiva di arrivare alla realizzazione dell’espansione a mare del porto.

Tuttavia, se il viceministro leghista si muove, il governatore “rosso” non resta come mani in mano. Risulta che Enrico Rossi, che anche ieri si è sentito con l’assessore regionale livornese Cristina Grieco, abbia già messo nero su bianco l’indicazione di una data precisa: dovrebbe essere il 24 gennaio il debutto operativo di questo gruppo di lavoro che inventa qualcosa a lato degli organismi previsti dalla riforma Delrio proprio per evitare che quegli assetti saltino per aria. E dunque si apra la strada a nuove leadership nominate dall’attuale governo penta-leghista che si è ritrovato con le nomine al timone delle Autorità di Sistema fatte dal governo precedente.

Non ci si dimentichi, però, che tutto si muove all’interno delle quinte di un palcoscenico disegnato anche –anzi, forse soprattutto – dall’inchiesta giudiziaria. Con il 21 gennaio come data-limite entro la quale la difesa dei vertici dell’Authority vecchi e nuovi potrà presentare memorie. In ballo c’è la decisione sull’interdizione dai pubblici uffici. —


 

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di Redazione web