Il Tirreno

Livorno

Droga, il segreto dell’insospettabile “Osli”: «Non so chi l’abbia messa lì...»

Federico Lazzotti
Droga, il segreto dell’insospettabile “Osli”: «Non so chi l’abbia messa lì...»

Nel suo garage sono stati trovati dalla polizia 830 chili di droga, davanti al giudice si è avvalso della facoltà di non rispondere  

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Chi è senza peccato passi da casa mia che in qualche modo rimediamo». Visto com’è andata a finire sembra un’oscura profezia quella che Osmen Lika, per gli amici solo “Osli”, scriveva un paio di anni fa sulla propria bacheca Facebook tra la fotografia di un tramonto sulla spiaggia dell’Accademia, una cena con gli amici e un viaggio nella sua Albania dove è nato prima di trasferirsi a Livorno dove è cresciuto.

Anche perché da casa, o meglio dal suo garage in via Ebat, nel cuore del quartiere residenziale di Montebello, il 7 gennaio è passata la polizia dopo giorni di appostamenti e da allora l’operaio con le ali tatuate sul petto si trova nel carcere delle Sughere accusato di detenzione ai fini di spaccio per un quantitativo di droga – 830 chili tra hashish e marijuana – che solitamente viene sequestrato a narcotrafficanti di professione.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17660134:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2019/01/16/news/in-via-ebat-un-magazzino-stupefacente-trovati-830-chili-di-droga-arrestato-operaio-1.17660134]]

Al contrario Osli, 35 anni compiuti il giorno di San Silvestro, fino a ieri non aveva mai avuto grane con la giustizia. «Si tratta di una persona incensurata», confermano dalla questura.

Ecco perché oggi il suo nome e la sua fotografia sono diventati per squadra mobile e Procura un rompicapo da analizzare, indagare, spulciare. E poi smontare e ricostruire ancora, tra amicizie e contatti telefonici. Soprattutto per capire come sia possibile che il trentacinquenne sia diventato, consciamente o meno, il basista di una rete di spaccio che per quantità potrebbe essere la più florida sulla piazza Livorno, capace di stoccare droga per due milioni di euro.

Perché? Chi c’è dietro? Interrogativi a cui gli investigatori – almeno per il momento – dovranno cercare di rispondere da soli. Perché l’operaio dal momento dell’arresto non ha spiccicato parola. Il suo ultimo messaggio, infatti risale al giorno successivo al suo compleanno quando sempre dalla sua bacheca Facebook ringraziava gli amici per auguri.

«Grazie – scriveva – a chi con un messaggio in bacheca, un messaggio privato, una telefonata o un pensierino, ha voluto esserci. Ma grazie anche a chi non ha voluto esserci. Buon anno a tutti». Poi un lungo silenzio che è proseguito anche nell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Antonio Del Forno durante il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Solo tra un trasferimento e un colloquio si è lasciato andare a poche frasi cercando in qualche modo di giustificarsi: «Non so come tutta quella droga sia finita dentro al mio garage», ha ripetuto.

Adesso l’obiettivo dei suoi avvocati, Vinicio Vannucci e Aurora Matteucci, è quello di far uscire il proprio cliente dal carcere il prima possibile. Mentre gli investigatori cercano di svelare il segreto di “Osli”. 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web