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Coordinamento Rifiuti-Zero: «Basta bruciare a Livorno i rifiuti provenienti da Pisa»

Coordinamento Rifiuti-Zero: «Basta bruciare a Livorno i rifiuti provenienti da Pisa»

Livorno, villa Henderson gremita per la mobilitazione contro l’importazione di spazzatura. Il coordinamento: «Nessun atto del Comune parla di stop all’inceneritore»

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LIVORNO. Una sala gremita di attivisti, cittadini, associazioni e forze politiche livornesi (con rappresentanti dell’opposizione ma anche della maggioranza) ha partecipato all'incontro pubblico al Museo di Storia Naturale, organizzato dal Coordinamento Rifiuti-Zero.. All’ordine del giorno c’era la mobilitazione contro il raddoppio delle importazioni di rifiuti da altre città verso l'inceneritore di Livorno, operazione realizzata in contemporanea alla chiusura dell'impianto di Pisa.

Assente invece l’assessore all’ambiente Giuseppe Vece. «Lo avevamo invitato, ci è dispiaciuta la sua assenza», sottolineano gli organizzatori, ricordando poi che Vece è intervenuto a distanza con una lettera pubblicata sul Tirreno «in cui respinge una richiesta che nessuno gli ha mai fatto, quella cioè di chiudere "immediatamente" l'inceneritore».

«In realtà - spiegano gli attivisti del coordinamento Rifiuti-Zero - noi abbiamo sempre e solo chiesto di visionare gli atti in cui si concretizzerebbero gli annunci del Comune a proposito della futura chiusura dell'impianto, in quanto fino ad oggi tutti gli atti di pianificazione consultabili dal sito ufficiale di Aamps dicono esattamente il contrario: nessun progetto di riduzione o chiusura dell'impianto, neanche dopo il concordato, anzi da quest'anno l'inceneritore brucia una quantità di rifiuti importati da fuori città pari al doppio di quelli raccolti a Livorno».

L’attacco contro le scelte dell’amministrazione Nogarin - con cui invece in un primo tempo c’era stata una convergenza sulla dichiarazione di intenti di chiudere l’inceneritore - è frontale. «Siamo diventati la pattumiera di mezza regione e non c'è nessun documento che fissa un termine a questo stato di cose», accusano dal coordinamento.

Nel mirino c’è in primis proprio l’assessore Vece e le sue dichiarazioni sul Tirreno: «Fa impressione scoprire che l'assessore Vece è forse l'unico esponente del M5S in Italia ad affermare che un inceneritore produce utili e addirittura che la sua chiusura provocherebbe il licenziamento di chi ci lavora: il movimento a cui appartiene afferma da 15 anni che tutti gli inceneritori provocano danni gravissimi alla salute (Grillo ha coniato il termine "cancro-valorizzatori") e sono economicamente in perdita. Inoltre Pisa ha chiuso il suo inceneritore senza licenziare nessuno ma ricollocando ovviamente i lavoratori in altri servizi dedicati al riciclo».

Durante l'incontro a villa Henderson Rossano Ercolini, Presidente nazionale Rifiuti-Zero, ha chiamato i livornesi alla mobilitazione, appellandosi anche al loro orgoglio ed invitandoli a firmare la petizione sul sito change.org contro il traffico di rifiuti a Livorno, richiamando il sindaco Nogarin alle proprie responsabilità e chiedendo anche le dimissioni del governatore Rossi, colpevole di non aver ancora realizzato una pianificazione regionale virtuosa per la gestione dei rifiuti.

Su queste battaglie comuni si è inoltre celebrato il "gemellaggio" tra il Coordinamento livornese, le "Mamme no inceneritore" della piana fiorentina ed il "Movimento la Libellula" della valle del Serchio lucchese, presenti con le loro delegazioni per sostenere la lotta contro il traffico di rifiuti verso l'inceneritore di Livorno.

 

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