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Dietrofront della Provincia dopo la protesta Gli studenti del liceo tornano a Porta a Mare

Juna Goti
Dietrofront della Provincia dopo la protesta Gli studenti del liceo tornano a Porta a Mare

Traslochi critici e aule non abbastanza grandi: salta la soluzione Buontalenti. Si lavora per tornare dal 21 nei fondi riadattati

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Niente trasferimento nelle aule al terzo piano del Buontalenti. Niente soluzione ponte, come l’avevano ribattezzata solo pochi giorni fa dalla Provincia. Alla fine gli studenti del liceo Enriques, 150 a rotazione, dal 21 gennaio torneranno a fare lezione a Porta a Mare. Non è uno scherzo: ogni strada pensata fuori tempo massimo si è rivelata impercorribile. E solo dopo i sette giorni di sciopero dei ragazzi e un gran caos, Palazzo Granducale ha deciso di fare quello che la scuola di via della Bassata chiedeva da novembre: continuare a pagare l’affitto dei fondi commerciali (privati) usati da settembre a dicembre (per circa 5mila euro al mese) fino a quando la succursale di via Calafati non sarà pronta.

«Un tentativo andava fatto, l’ente doveva vagliare tutte le ipotesi», dice la presidente Marida Bessi: «Ma lungo il percorso, nonostante la disponibilità delle altre scuole, sono venute fuori troppe criticità e questa soluzione ci permette di dare una risposta in tempi certi al liceo senza mettere in sofferenza più istituti». Così i banchi già spostati da Porta a Mare al mediceo dovranno ritraslocare a Porta a Mare.

La decisione ieri è stata presa al termine di una mattinata di sopralluoghi e riunioni a tratti surreali. Alle 11 la presidente, i tecnici e i rappresentanti delle scuole interessate dall’annunciato puzzle di traslochi (Geometri, Colombo e Cpia) si sono riuniti al Buontalenti. A fare lezione in quel momento c’erano proprio gli studenti del centro di istruzione per adulti che nel piano di emergenza della Provincia – che ha chiesto aiuto anche al Comune – avrebbero dovuto spostarsi la mattina all’Orlando per lasciare posto ai 150 senza aule pubbliche del liceo, per poi tornare nel pomeriggio a fare lezione in via Zola. Solo che il Cpia non è una piccola realtà che può spostarsi semplicemente facendo la valigia: è una realtà delicata, che in città ha più di 400 iscritti. Si occupa ad esempio degli adulti (per lo più immigrati) che devono fare i corsi di alfabetizzazione anche per i permessi di soggiorno, come raccontano i prof Anna Della Ragione, Giorgio Mannucci e Grazia Romano, mentre la reggente Maria Giusti e la vice Emy Galanti sono con i tecnici. Spiegano che le aule al primo piano dell’Orlando dove dovrebbero spostare 150 persone in realtà non sono aule, ma uffici, ancora senza banchi. Con un bagno solo. E che fare tutto entro il 21 «sarebbe un miracolo».

Anche di questo si discuterà alla riunione convocata subito dopo a Palazzo Granducale con i sindacati. Dal corridoio davanti alla porta chiusa si sente parlare di attrezzature da spostare, di bagni chimici provvisori. E quando l’incontro fiume sembra andare verso una soluzione, con la preside Nedi Orlandini (Buontalenti e Orlando) a disposizione, ecco l’ennesimo colpo di scena: dal liceo fanno sapere che le aule del Buontalenti non sono abbastanza grandi per il numero di studenti delle classi delle Enriques. Una voce si leva dalle sedie della Provincia: «A questo punto prendiamo noi la decisione, in autonomia». La riunione è tolta. E la “soluzione Buontalenti” naufragata.

All’incontro c’è anche la vicesindaca Stella Sorgente. Dal Comune parte una nota polemica per dire che «la nostra soluzione a costo zero è stata è stata ignorata». Il municipio aveva proposto di mandare cinque prime del liceo alle Michelangelo, alle Sorgenti: ma «prendiamo atto che la Provincia ha deciso di fare un passo indietro e riportare i ragazzi a Porta a Mare, mettendo la parola fine a una telenovela che, visto il risultato, avrebbe potuto durare molto meno». Un’ipotesi, quella delle Sorgenti, scartata dallo stesso liceo che non ha intenzione di spostare fuori sede le classi prime.

La vicepreside Eleonora Agostinelli commenta così: «Andare temporaneamente a Porta a Mare per poi entrare definitivamente al Calafati per noi è la quadratura del cerchio». Ma ancora non è dato sapere quanto ci vorrà perché il Calafati sia in regola: «Speriamo nel più breve tempo possibile, le certificazioni non dipendono solo da noi», ripete Bessi. «Stamani abbiamo presentato la Scia». A questo punto c’è da chiedersi se la succursale sarà pronta per settembre: «Il Calafati può contenere 350 persone e resta l’obiettivo che ci dà respiro guardando al boom di iscrizioni al liceo...».

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