Gioco
Caso Enriques, tra Porta a Mare e Calafati: ecco quanti soldi pubblici ha speso la Provincia
Livorno, quasi 95mila euro versati senza una soluzione vera per il liceo. Il prof Giannini: «Col Buontalenti subito potevano risparmiare»
LIVORNO. La soluzione-ponte dell’istituto Buontalenti era sotto gli occhi di tutti . Gli spazi individuati l’altro ieri dalla Provincia, in poche ore (a fronte di cinque lunghe giornate di scioperi e manifestazioni studentesche), ci sono sempre stati. Sono sempre stati lì, in via Zola. Di proprietà della Provincia. A disposizione, perché no, degli studenti in esubero del liceo Enriques.
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Eppure non sono mai stati presi in considerazione in questo lungo e tumultuoso percorso cominciato nel marzo 2017 e formalizzato lo scorso agosto. Mai presi in considerazione fino all’altro ieri. Fino a giovedì, quando la Provincia (insieme al Comune al quale era stato chiesto un aiuto) pare accorgersi di questa possibilità. Dopo cinque lunghe giornate di mobilitazione studentesca (diventate ieri sei), con scioperi e cortei che hanno penalizzato la didattica. E il liceo che nel frattempo sceglie di istituire i doppi turni in attesa di una soluzione.
Un’opzione, quella del Buontalenti, che avrebbe potuto far risparmiare all’ente, per esempio, i 24.400 euro di soldi pubblici pagati per l’affitto ad un privato dei fondi commerciali trasformati per tre mesi in aule, a Porta a Mare. E ancora i 45mila euro assegnati all’Enriques per affrontare le spese per lo spostamento nella succursale di Calafati dal 7 gennaio (fallito il 5 gennaio per ragioni di sicurezza). E pure gli altri 23.800 euro dati dalla Provincia alla scuola come ulteriore contributo straordinario per l’entrata a regime nella succursale di Calafati alla ripresa delle attività scolastiche (mai avvenuta).
In totale sono 93.200 euro che la Provincia da agosto ad oggi ha impegnato per “garantire” alle classi in esubero del liceo Enriques, circa 180 studenti, una collocazione sicura e a norma, prima temporanea e poi definitiva. Un percorso economico e logistico che, alla luce dei fatti, genera perplessità e interrogativi.
Se ne fa interprete il professor Lamberto Giannini: «Il geometri Buontalenti è di proprietà della Provincia: alla luce dei fatti mi chiedo il perché l’ente non sia ricorso ai suoi spazi a settembre invece di pagare migliaia e migliaia di euro di soldi pubblici ad un privato, per Porta a Mare. Per non parlare di quello che è emerso dopo per Calafati». La riflessione che fa, a voce alta, viene condivisa da molte persone nella sala riunioni del liceo. La soluzione era da sempre sotto gli occhi di tutti e non è stata vista? La riflessione di Giannini sgorga non appena a scuola, l’altro ieri, si è saputo della soluzione-ponte individuata dalla Provincia, ovvero di riservare nella sede del Geometri gli spazi a norma adatti ad ospitare le classi in esubero dell’Enriques. Di fatto 5 classi frequenteranno gli spazi di via Zola, 2 resteranno nella sede di via della Bassata con il criterio della rotazione: tutto in attesa che per settembre prossimo vengano fatti tutti gli interventi promessi dalla Provincia e necessari per la sede di Calafati, grazie ai quali si potranno ottenere le certificazioni dovute a garanzia di sicurezza.
Quelle che oggi non sono risultate presenti. «La mancanza di programmazione e di organizzazione istituzionale si paga», chiosa la prof Patrizia Nesti, rappresentante sindacale interna Unicobas. In termini di didattica la pagano soprattutto quegli studenti che ancora, di fatto, non sono rientrati in classe dopo le vacanze di Natale. Di sciopero in corteo sono scesi in piazza Civica, da lunedì fino a ieri, a manifestare. A reclamare il diritto costituzionale di fare lezione in strutture sicure e a norma.
Un diritto in teoria scontato ma che a Livorno ha portato a protestare oltre 3mila studenti con genitori e docenti. In prima fila i ragazzi del liceo Enriques ai quali si sono uniti compagni di altri istituti superiori cittadini e di Pisa, Isola d’Elba, Rosignano Solvay, Pontedera. Addirittura di Arezzo e Firenze.
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