Gioco
Segreteria Pd tra alleati e circoli mentre prende quota Gazzetti
Garufo incontrerà la base Dem. Nodo coalizione da sciogliere entro un mese. «Candidato interno? Non sarebbe un piano B»
il punto
Vuole chiudere il cerchio entro un mese, il Pd. Vuole chiudere il cerchio degli alleati (quali?). E del candidato sindaco (chi?). La partita della coalizione è centrale per la segreteria di Rocco Garufo, che da subito ha aperto le porte a partiti e liste civiche di sinistra per sondare il terreno in vista delle amministrative. Ormai è chiaro che la Santa Alleanza contro Lega e M5S – come l’ha ribattezzata qualcuno – non s’ha da fare: almeno non in versione maxi, visto che la sinistra (da Pap a Bl) sta lavorando semmai per tessere un quarto polo senza il Pd. Ma per i Dem resta aperto il dialogo con Mdp, con Futuro. E anche con Città Diversa e “Per Livorno insieme”, che ancora non è chiaro da che parte staranno.
In questo quadro c’è chi dentro al partito inizia a chiedere con forza di mettere sul piatto la carta interna, il consigliere regionale Francesco Gazzetti, che per ora resta in silenzio ma che è sempre più in pole position. Ma da altre sponde interne c’è anche chi ha iniziato il pressing su possibili alleati come Andrea Raspanti.
Garufo taglia corto, stando bene attento a non bruciare nessuno: «Candidatura esterna o interna non sono per noi l’una subordinata dell’altra». E «la candidatura interna non sarebbe un piano B, ma un nome che metteremmo a disposizione della coalizione». Comunque «se si costruisce la coalizione il candidato deve essere quello che la tiene insieme».
La novità intanto è che la prossima settimana la segreteria farà un tour nei circoli «per spiegare il lavoro che abbiamo fatto e per raccogliere indicazioni dalla nostra base». Con Garufo che ripete di lavorare su due fronti. Del partito. E della coalizione: «Il percorso va avanti e lavoriamo sui nodi di programma che vanno sciolti insieme. Ci siamo dati tutti come termine al massimo la prima settimana di febbraio. Per dire chi sta con chi, oltre a cosa facciamo e chi ci rappresenta». Ma se Gazzetti fosse il candidato, gli alleati ora dati per sicuri ci starebbero? Raspanti risponde così: «Non è il momento di fare nomi. Insistere nel fare nomi fa venire il dubbio che non si voglia che un aggregato ampio abbia successo. Prima dobbiamo verificare che esistano le condizioni programmatiche per una convergenza. E se di coalizione si tratta, il candidato deve uscire da lì». —
Juna Goti
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