Gioco
Confindustria: stop agli indugi «Ok il super-comitato di Rossi»
L’idea del governatore è in linea con le richieste dell’assemblea degli industriali: «Bisogna dare una accelerazione, più sprint nelle istruttorie e poi decidere»
LIVORNO. C’è bisogno di far marciare più velocemente le decisioni sul porto, in primis dell’Authority. Ben venga perciò qualsiasi cosa possa risolvere l’impasse: a cominciare da «una continuità di intervento che fino ad oggi è certamente mancata» e dal «protrarsi delle istruttorie senza la fissazione di un termine». Parte da qui la Confindustria per dire sì all’iniziativa del governatore Rossi di far decollare un super-comitato delle istituzioni: la finalità – viene sottolineato – è la stessa espressa negli atti e nelle conclusioni dell’assemblea generale confindustriale di Piombino dell’autunno scorso. In concreto? È urgente «integrare adeguatamente e funzionalmente la gestione dei porti del nostro sistema, spingendo con determinazione sulle istruttorie relative ai progetti di investimento che sono in attesa di definizione sia a Livorno che a Piombino». Obiettivo: «favorire la reindustrializzazione della fascia costiera».. Per Confindustria occorre «cambiare passo» così da «imprimere alle procedure tempi adeguati alla gravità della crisi, senza ulteriori titubanze e men che meno “vuoti di potere” che hanno finito per generare i conflitti».
Ecco che la Confindustria mette in campo «alcune proposte» funzionali a «dare concretezza». La prima sottolineatura riguarda il comitato di gestione: era stato sospeso in extremis per l’arrivo dei finanzieri a Palazzo Rosciano, la Confindustria chiede che «riprenda immediatamente la propria funzionalità, redigendo un’agenda delle riunioni per garantire la continuità di cui abbiamo parlato più volte». E subito dopo è necessario che fra le tante questioni «siano individuate delle priorità con l’impegno di velocizzarne l’istruttoria o, quando occorra, l’ adozione dei necessari provvedimenti». Occhi puntati, in particolare, su una verifica relativa a: 1) lo stato di attuazione del Piano attuativo per la Sponda Est della Darsena Toscana; 2) la “zonizzazione”; 3) la conclusione dell’assegnazione della Porto 2000; 4) la definizione del regolamento per le concessioni; 4) l’aggiornamento di tutti i progetti di investimento a Piombino e a Livorno. Tradotto: va garantita «la continuità operativa che procede di pari passo con la continuità delle imprese».
Nel documento confindustriale si rileva che il valzer delle polemiche fa confondere «le conseguenze con le cause che le hanno generate, come nel caso delle concessioni». Si teme che «le ultime controversie producano uno stallo di durata indefinita delle attività portuali sia a Livorno che a Piombino»: c’è il rischio di «una serie di effetti domino che potrebbero mettere a rischio l’intero tessuto sociale ed economico del territorio». Confindustria rileva che «a distanza di 24 anni» dal varo della riforma dei porti le norme sulle modalità di utilizzo delle aree portuali (in concessione o con altre modalità temporanee) «avrebbe dovuto essere oggetto di profonda rivisitazione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
