Il Tirreno

Livorno

Caos Enriques, tra Porta a Mare e Calafati quanti soldi spesi dalla Provincia

Francesca Suggi
La protesta degli studenti (fotoservizio Repetti Salvini Marzi Pentafoto)
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La protesta degli studenti (fotoservizio Repetti Salvini Marzi Pentafoto)

Quasi 95mila euro tirati fuori senza una soluzione vera per fronteggiare i problemi del liceo di via della Bassata. Giannini: col Buontalenti subito si poteva risparmiare

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LIVORNO. La soluzione-ponte dell’istituto Buontalenti era sotto gli occhi di tutti. Gli spazi individuati venerdì dalla Provincia, in poche ore (a fronte di cinque lunghe giornate di scioperi e manifestazioni studentesche), ci sono sempre stati. Sono sempre stati lì, in via Zola. Di proprietà della Provincia. A disposizione, perché no, degli studenti in esubero del liceo Enriques. Eppure non sono mai stati presi in considerazione in questo lungo e tumultuoso percorso cominciato nel marzo 2017 e formalizzato lo scorso agosto. Mai presi in considerazione. Fino a giovedì, quando la Provincia (insieme al Comune al quale era stato chiesto un aiuto) pare accorgersi di questa possibilità. Dopo cinque lunghe giornate di mobilitazione studentesca (diventate ieri sei), con scioperi e cortei che hanno penalizzato la didattica. E il liceo che nel frattempo sceglie di istituire i doppi turni in attesa di una soluzione.

Un’opzione, quella del Buontalenti, che avrebbe potuto far risparmiare all’ente, per esempio, i 24.400 euro di soldi pubblici pagati per l’affitto ad un privato dei fondi commerciali trasformati per tre mesi in aule, a Porta a Mare. E ancora i 45mila euro assegnati all’Enriques per affrontare le spese per lo spostamento nella succursale di Calafati dal 7 gennaio (fallito il 5 gennaio per ragioni di sicurezza). E pure gli altri 23.800 euro dati dalla Provincia alla scuola come ulteriore contributo straordinario per l’entrata a regime nella succursale di Calafati alla ripresa delle attività scolastiche (mai avvenuta). In totale sono 93.200 euro che la Provincia da agosto ad oggi ha impegnato per "garantire" alle classi in esubero del liceo Enriques, circa 180 studenti, una collocazione sicura e a norma, prima temporanea e poi definitiva.

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Un percorso economico e logistico che, alla luce dei fatti, genera perplessità e interrogativi. Se ne fa interprete il professor Lamberto Giannini: «Il geometri Buontalenti è di proprietà della Provincia: alla luce dei fatti mi chiedo il perché l’ente non sia ricorso ai suoi spazi a settembre invece di pagare migliaia e migliaia di euro di soldi pubblici ad un privato, per Porta a Mare. Per non parlare di quello che è emerso dopo per Calafati». La riflessione che fa, a voce alta, viene condivisa da molte persone nella sala riunioni del liceo. La soluzione era da sempre sotto gli occhi di tutti e non è stata vista? La riflessione di Giannini sgorga non appena a scuola, l’altro ieri, si è saputo della soluzione-ponte individuata dalla Provincia, ovvero di riservare nella sede del Geometri gli spazi a norma adatti ad ospitare le classi in esubero dell’Enriques.

Di fatto 5 classi frequenteranno gli spazi di via Zola, 2 resteranno nella sede di via della Bassata con il criterio della rotazione: tutto in attesa che per settembre prossimo vengano fatti tutti gli interventi promessi dalla Provincia e necessari per la sede di Calafati, grazie ai quali si potranno ottenere le certificazioni dovute a garanzia di sicurezza.Quelle che oggi non sono risultate presenti. «La mancanza di programmazione e di organizzazione istituzionale si paga», chiosa la prof. Patrizia Nesti, rappresentante sindacale interna Unicobas. In termini di didattica la pagano soprattutto quegli studenti che ancora, di fatto, non sono rientrati in classe dopo le vacanze di Natale. Di sciopero in corteo sono scesi in piazza Civica, da lunedì fino a ieri, a manifestare. A reclamare il diritto costituzionale di fare lezione in strutture sicure e a norma.

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Un diritto in teoria scontato ma che a Livorno ha portato a protestare oltre 3mila studenti con genitori e docenti. In prima fila i ragazzi del liceo Enriques ai quali si sono uniti compagni di altri istituti superiori cittadini e di Pisa, Isola d’Elba, Rosignano Solvay, Pontedera. Addirittura di Arezzo e Firenze.

Poteva fare scelte diverse la Provincia, a partire dall’estate scorsa? Poteva passare in rassegna il patrimonio scolastico di sua proprietà e trovare altre soluzioni, meno onerose? Il Tirreno lo ha chiesto all’ex presidente di Palazzo Granducale, Alessandro Franchi, sostenitore di questo percorso sin dal suo inizio fino ad ottobre scorso quando ha concluso il suo mandato. La scelta di Porta a Mare prima e poi di Calafati sono sue. «In quel momento quando abbiamo visto che il percorso previsto stava subendo dei ritardi, i locali di Porta a Mare erano la soluzione migliore possibile da prendere in considerazione, nell’interesse dei ragazzi, dei professori e della scuola, che ci aveva suggerito la soluzione temporanea di Porta a Mare considerata la vicinanza con la sede di via della Bassata», spiega.

Ma un ente non dovrebbe prima guardarsi "in casa", passando in rassegna il proprio patrimonio scolastico a disposizione, e poi decidere se e come spendere i soldi dei cittadini? «Nel luglio scorso l’ipotesi del Buontalenti non venne fuori. La decisione è stata presa per ridurre al minimo i disagi alla scuola. Abbiamo verificato che ci fossero le risorse finanziarie: considerato che si trattava di una soluzione temporanea di 3 mesi l’ente ha deciso di spendere quei soldi per trovare soluzioni e non per creare disagi». Disagi che si sono però verificati allo scadere dei tre mesi... Ma su questo Franchi non aggiunge altro. «Il mio mandato è scaduto a fine ottobre», replica laconico.

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