Gioco
Da qui a fine gennaio il boom dell’influenza: pronti 10 posti d’emergenza in viale Alfieri
Livorno, Medicina è già piena, nel piano dell’Asl previsti letti in più al 6° padiglione per evitare i pazienti in barella al pronto soccorso
LIVORNO. Dal primo dicembre 2018 al 10 gennaio 2019 al pronto soccorso di via Gramsci sono arrivate 800 persone in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Anche i ricoveri in ospedale sono calati: ce ne sono stati 60 in meno. I dati forniti dal primario del pronto soccorso Alessio Bertini sono la fotografia in numeri di un fenomeno che la maggiorparte dei livornesi sta constatando sulla propria pelle: l’influenza per adesso non s’è vista. Ma attenzione: negli ultimissimi giorni gli accessi al triage sono aumentati e il picco influenzale, secondo il direttore dell’ospedale Luca Carneglia, è alle porte, semplicemente posticipato rispetto all’anno scorso. «Il peggio deve arrivare ed è atteso nelle prossime tre settimane, da qui alla fine di gennaio», spiega Carneglia.
CONTAGIO INIZIATO. Lo indicano chiaramente i grafici dell’ultimo rapporto epidemiologico Influnet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità sulla base dei dati forniti dai cosiddetti medici sentinella, aggiornato a tre giorni fa: «A cavallo tra il 2017 e il 2018 il picco partì poco prima di Natale e fu repentino», spiega Bertini. «Quest’anno - aggiunge Carneglia - possiamo notare che l’incidenza delle sindromi influenzali nell’ultima settimana è cresciuta nella fascia dei bambini tra 0 e 4 anni e, seppur in misura minore, in quella 5-14 anni. Significa che il contagio è in corso: da scuola i bambini tornano a casa e distribuiscono il virus ai familiari. L’incubazione media dura una decina di giorni, per cui il picco è imminente».
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SECONDO PADIGLIONE PIENO. Non è un caso che i 113 posti letto del 2° padiglione, dove ha sede Medicina, insieme a Pneumologia e Neurologia, siano già tutti occupati. Così come è pieno l’ospedale di Comunità al 10° padiglione. «Fino alla scorsa settimana - conferma il primario di Medicina Alberto Camaiti - la sua capacità di accettazione aveva funzionato...». Ora invece anche quella struttura, che rappresenta un luogo intermedio tra l’ospedale e il ritorno a casa per pazienti in dimissione che però hanno ancora bisogno di assistenza, sta soffrendo. Questo significa che Medicina potrebbe avere qualche difficoltà in più a dimettere alcuni suoi pazienti e ad accoglierne di nuovi. E dunque che presto, sulle barelle del pronto soccorso, potrebbe formarsi una coda di malati in attesa di un posto letto per essere ricoverati, creando il famigerato “sovraffollamento”.
10 POSTI AL SESTO PADIGLIONE. È davanti a questo rischio che la direzione dell’ospedale ha rimesso in campo il piano di emergenza che già l’anno scorso dette buoni risultati, almeno riducendo i casi di pazienti costretti a stare per ore su una barella. Anche quest’anno sarà utilizzato come cuscinetto il primo piano del 6° padiglione, dove ha sede la week surgery, cioé la chirurgia con ricoveri brevi. «Abbiamo destinato 10 posti letto a pazienti in attesa delle dimissioni da Medicina per liberare posti al 2° padiglione», spiega Carneglia.
In sostanza, qualora Medicina non sia in grado di assorbire la richiesta di ricoveri che nei prossimi giorni arriveranno dal pronto soccorso, i pazienti già stabilizzati e in via di dimissione ricoverati al 2° padiglione saranno trasferiti alla week surgery liberando così dei posti per i nuovi arrivi. «Tre volte al giorno ci confrontiamo col pronto soccorso in modo da avere il quadro aggiornato - spiega Camaiti -. Possiamo così gestire i letti tra il 2° e il 6°, selezionando sulla base del quadro clinico e del confronto tra i medici se c’è la necessità di un ricovero a Medicina oppure la possibilità di farlo a Chirurgia».
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