Il Tirreno

Livorno

«Rotazione delle aule noi come il Cecioni» Ecco il sondaggio fatto tra gli studenti

Nicolò Cecioni
«Rotazione delle aule noi come il Cecioni» Ecco il sondaggio fatto tra gli studenti

Stima su un centinaio di alunni: 4 le soluzioni proposte Nessuno vuole i doppi turni e piace poco l’orario intenso

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Oltre il 50 per cento degli alunni del liceo scientifico Federigo Enriques è favorevole alla rotazione delle classi durante la mattinata, come viene fatto da anni al liceo Cecioni di via Galilei.

È questo ciò che è emerso dal sondaggio che il Tirreno ha proposto ieri mattina agli studenti del liceo di via della Bassata.

LE PROPOSTE

Quattro le proposte tra le quali scegliere. Quattro opzioni per sapere dove e come i ragazzi vorrebbero poter fare lezione, ovvero: 1) lezioni alla sede scolastica di via Calafati; 2) doppi turni, ovvero lezioni anche il pomeriggio (come attualmente sta facendo il liceo) ; 3) orario intenso con lezioni da 50 minuti e uscita alle 14.30 (una delle opzioni caldeggiate dalla scuola in questa situazione per evitare i doppi turni); 4) rotazione continua delle aule.

IL RISULTATO

Su 103 studenti interpellati, 53 risposte sono state favorevoli a quest'ultima ipotesi, ovvero al modello che già viene attuato da anni al liceo Cecioni. Come era logico aspettarsi, nessuno ha votato per svolgere le lezioni al pomeriggio. Anche perché tra le ragioni della protesta dei ragazzi del liceo Enriques, oltre alla richiesta di una succursale idonea e sicura rispetto alle normative, si manifesta contro la decisione della scuola di adottare - almeno per il momento - i doppi turni con lezioni anche pomeridiane.

Solamente dodici gli studenti che hanno votato dalla parte dell'orario allungato e un giorno libero a settimana a rotazione, il cosiddetto orario intenso. Si tratta, comunque, di un'ipotesi ad hoc che la dirigente scolastica Manuela Mariani e il suo staff stanno studiando (con non poche difficoltà per far conciliare tempi, modalità e ore di lezione) in questi giorni per cercare di far coincidere le esigenze di professori e studenti, svolgendo tutte le lezioni di mattina e nella struttura di via della Bassata.

In 38, infine, hanno selezionato l'opzione “Calafati”, scegliendo dunque di andare a fare lezioni nella succursale vista mare, all’interno del porto mediceo, che fino a dicembre era occupata dall’istituto Vespucci guidato dalla dirigente Tania Pascucci.

Tutti e 38, però, hanno specificato che si trasferirebbero in via Calafati solo ed esclusivamente con le garanzie in mano di sicurezza (con tanto di certificazioni ad oggi mancanti). Altrimenti no.

FUORI DAL CORO

Una particolarità, non ha votato per nessuna delle 4 opzioni, infine, la rappresentante degli studenti dell'Enriques Adele Avelardi. E spiega perché. «Nessuna di queste ipotesi è accettabile – ha detto –, i doppi turni non sono proponibili, le aule per fare la rotazione come al Cecioni non ci sono, il Calafati non è a norma e l'orario concentrato è troppo lungo. E comunque non basterebbe per consentire a tutti di rimanere in sede centrale. L'unica ipotesi è che la Provincia ci trovi un'altra sede idonea». Il pensiero di Avelardi è condiviso e rilanciato anche dal professore dell’istituto di via della Bassata, Lamberto Giannini.

«Non si può in alcun modo sacrificare la didattica, né entrare in situazioni di scarsa sicurezza: l’unica soluzione che vedo è che la Provincia deve trovarci 10 aule a norma dove poter svolgere normalmente lezioni di 60 minuti, non certo di 50 minuti», dice. E aggiunge: «Calafati non è una soluzione e l’ente provinciale deve svolgere il suo ruolo: noi non dobbiamo fare sconti ma pretendere quello che è in nostro diritto». —



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