Il Tirreno

Livorno

incendio in via di salviano 

Rogo nella notte a Colline 47enne intossicata dal fumo

Matteo Scardigli
Rogo nella notte a Colline 47enne intossicata dal fumo

Le fiamme si sarebbero sprigionate da un corto circuito nella camera del figlio La donna è stata salvata dai vigili del fuoco con l’autoscala e portata in ospedale

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Le autopompe dei vigili del fuoco del comando di via Campania sono lanciate nella notte gelida tra mercoledì e giovedì, destinazione via di Salviano.

Al loro arrivo, dietro alle persiane al secondo piano di una casa popolare al numero 50 (proprio di fronte al circolo Arci), lampi di fiamma tagliano il denso fumo nero che sbuffa tra le stecche di legno. Gli uomini si precipitano per la tromba delle scale e sfondano la porta dell'appartamento, ma la nube esalata dalla combustione rende necessario l'impiego della scala telescopica per salvare la donna che ancora si trova all'interno, stordita dalle esalazioni e dallo choc.

È nel suo letto Barbara Bernardi, 47enne livornese, quando l'incendio divampa nell'abitazione, un corridoio sul quale si aprono le porte di cucina, bagno e camere.

Tutto, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe incominciato nella stanza del figlio Kevin Lacaj, che compirà 20 anni fra pochi giorni e in quel momento è fuori con gli amici. Forse per colpa di una stufetta elettrica; ma in casa c'erano anche una stufa a gas e un'altra bombola in cucina, che per fortuna non sono state raggiunte dal fuoco.

È la vicina a chiamare i soccorsi, prima di uscire in strada con la figlia e radunarsi con il gruppo di curiosi e dei compagni (insieme ad alcuni genitori) di Kevin, che assiste al rocambolesco salvataggio della madre tra i lampeggianti della polizia municipale, intervenuta per mettere in sicurezza la strada e partecipare ai primi rilevamenti nella casa: «Non dovevo uscire, se fossi rimasto in casa non sarebbe successo niente», confida agli amici.

I vigili del fuoco sono costretti a sfondare la persiana in una pioggia di frammenti di vetro annerito per trarre in salvo la donna, che viene immediatamente caricata a bordo dell'ambulanza della Svs e portata in ospedale per intossicazione; al suo fianco rimarrà per tutto il tempo la sorella. Sarà dimessa la mattina successiva e subito tornerà in casa con il figlio per salvare il salvabile, per lo più capi di vestiario da mettere in valigia.

Dal rogo è uscito indenne anche il gatto Leo, che si era rifugiato poco distante, mentre la micia Sissi non ce l'ha fatta. Ed è stato proprio il corpo dell'animale, carbonizzato, a ritardare il primo sopralluogo: per indagare bisogna rimuoverlo, e la burocrazia chiede pegno anche (ormai) all'una passata. Solo quando arrivano i tecnici di Casalp i vigili del fuoco possono rientrare nell'abitazione, poco prima delle 2, e riescono a farsi un'idea più chiara dell'accaduto. L'ipotesi della scintilla fatale diventa sempre più probabile, complici forse alcuni vecchi dispositivi elettrici.

L'abitazione è stata dichiarata inagibile. Il fumo ha danneggiato il pianerottolo e ha raggiunto la porta dell'appartamento vicino, dal quale è partita la chiamata di soccorso, causando pochi danni.

Per madre e figlio ora Casalp, proprietaria dell'immobile, ha trovato una sistemazione temporanea in albergo. «Ci stiamo già rimettendo in piedi», racconta Kevin al Tirreno. —

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