Il Tirreno

Livorno

il processo 

Usura, rinvio a giudizio per il pensionato pisano che truffò sette famiglie

P.B.

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livorno. Accusato di usura per una serie di prestiti (dal 2013 al 2016) ritenuti a strozzo, un pensionato pisano di 79 anni, Federico Collavoli, originario di Calcinaia, è stato rinviato a giudizio (pm Giancarlo Dominijanni).

Sono almeno sette le persone offese residenti tra Pisa, Livorno e Cascina. Persone o loro familiari impegnate nel settore della ristorazione e della gastronomia con attività di vendita al dettaglio anche di prodotti ittici. Piccoli imprenditori che a un certo punto della loro attività si sono ritrovati nella condizione di ricorrere al mercato dei prestiti paralleli non trovando ascolto nel mondo bancario. O sapendo che, anche andando in banca, avrebbero ricevuto un no alla richiesta di fidi.

E così, secondo l’accusa, si sono rivolti all’imputato capace di erogare piccole somme. In un caso a un commerciante ha affidato 600 euro che dopo 20 giorni sono diventati 700 da restituire. Oppure 700 euro che in 15 giorni sono lievitati a 900. Se la scadenza era di 60 giorni il prestito di 1.000 euro diventava come capitale da ripagare di 1.500. 500 euro di interessi maturati in due mesi.

Una cifra, al pari delle altre, diverse per importo, ma simili nella moltiplicazione degli interessi pretesi al momento di consegnare i soldi «approfittando dello stato di bisogno», è la contestazione della Procura, di chi era costretto per crisi di liquidità e scadenze di pagamento a bussare alla porta di Collavoli. Un sistema che ripete il più classico dei copioni di chi non può ricorrere al credito tradizionale ed è obbligato a volgere lo sguardo verso chi, senza tanti formalismi, tampona l’emergenza ma poi presenta il conto. —

P.B.

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