Toscana
La protesta si allarga: tutte le scuole scendono in piazza con l’Enriques
Stamani grande mobilitazione studentesca: «Non solo solidarietà ma attenzione alle situazioni di gravi disagio»
LIVORNO. Al quarto giorno consecutivo, la protesta degli studenti del Liceo Enriques si allarga praticamente a tutte le scuole superiori della città. La decisione, che era nell’aria fin dalla mattinata, è stata ufficializzata ieri sera - al termine di una lunga riunione - dai rappresentanti studenteschi degli istituti livornesi: dunque stamani davanti a Palazzo Granducale, sede della Provincia, non ci saranno solo i liceali dell’Enriques ma tanti altri studenti per una manifestazione che si annuncia di notevoli dimensioni e che ha per oggetto la sicurezza degli edifici scolastici in generale.
«La mobilitazione degli studenti - si legge in un comunicato - nasce nel momento d’emergenza del Liceo Scientifico Federigo Enriques, che lamenta la mancanza di strutture adeguate dove esercitare il diritto allo studio in orari tradizionalmente e socialmente consoni allo svolgimento delle attività scolastiche. Questa si colloca all’interno del ben più ampio e già denunciato problema dell’edilizia scolastica che affligge tutti gli istituti cittadini e nazionali».
Sulla base di tutto ciò, i rappresentanti studenteschi hanno annunciato l’astensione dalle lezioni per la giornata odierna. «In vista di risolvere al più presto l’emergenza Enriques - scrivono - gli studenti e le studentesse degli istituti Itis Galilei, Liceo Scientifico F. Cecioni, IIS Buontalenti Cappellini Orlando, IIS Vespucci Colombo, IIS Niccolini Palli, scendono in piazza, uniti, con lo scopo di mostrare solidarietà; una solidarietà che vuole portare all’attenzione delle istituzioni la precarietà della realtà studentesca, che attualmente costringe a subire situazioni di disagio».
Ieri mattina era comunque andata avanti in maniera convinta la protesta dei giovani dell’Enriques: «Provincia al Calafati, succursale al palazzo Granducale», si leggeva su uno striscione che sintetizzava la loro posizione, contrari sia al trasferimento sia ai doppi turni pomeridiani. Il canovaccio della mattinata è stato lo stesso dei giorni precedenti, con il ritrovo pochi minuti prima delle 8 in via della Bassata, le comunicazioni annunciate al megafono da parte dei rappresentanti degli studenti e la partenza del corteo intorno alle 9. I professori erano inizialmente assenti perché ieri mattina, dalle 8 alle 10, si è svolta una partecipatissima assemblea sindacale e i docenti erano tutti lì. Come accaduto lunedì e martedì, anche ieri al passaggio sotto il Nautico, il corteo ha ricevuto il sostegno dei ragazzi che si sono affacciati dalle finestre per applaudire i colleghi. Via “social”, invece, con il passare dei minuti, è arrivavata anche le solidarietà di tutti gli altri istituti superiori livornesi. Orlando, Cecioni, Iti, Colombo, Vespucci e Niccolini-Palli si sono uniti idealmente alla lotta dell'Enriques con vari post comparsi sia su Facebook che su diverse pagine Instagram. I liceali in marcia hanno apprezzato. Nessuno è entrato dentro ma fuori sono stati scanditi slogan di protesta. Una volta di fronte alla sede della Provincia sono partiti i cori di protesta: «Noi non siamo numeri, vogliamo sicurezza» e «doppi turni = fine della didattica» era scritto su alcuni cartelli adagiati sulla piazza, davanti agli studenti seduti che ascoltavano i vari interventi al megafono. Intorno alle 10.30, poi, un vero e proprio boato ha accolto i professori che sono arrivati in piazza Grande per comunicare agli alunni quanto deciso nell'assemblea sindacale.
«Qui si sta verificando l’opposto a ciò che avviene di solito - dice il professor Maurizio Sciuto - con la sciagura che non è un terremoto o un'alluvione, ma un'amministrazione provinciale che sapendo che l’istituto Calafati ha dei problemi strutturali e che non è sicuro, vorrebbe mandarci degli alunni». E giù applausi. Nella seconda metà della mattinata, poi, tra i presenti hanno iniziato a circolare voci di scioperi e manifestazioni organizzate anche degli altri istituti che, infatti, dalle parole e dalla solidarietà social stamani passeranno ai fatti. Alla protesta del liceo Enriques, che prosegue a oltranza, oggi si unirà anche quella dei ragazzi delle altre scuole cittadine. —
N.C.
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