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Caos Enriques, sciopero a oltranza: «Noi il pomeriggio non faremo lezione»
Livorno, gli studenti continueranno la protesta stamani davanti al liceo e alla Provincia: «Fino a che non sarà trovata una soluzione condivisa non ci fermeremo»
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LIVORNO. «Scuola pubblica, scuola sicura». Non si placa la protesta degli studenti del liceo Enriques che ieri per il secondo giorno consecutivo hanno fatto “sciopero” rinunciando ad entrare in classe e, dunque, di accettare l'ipotesi dei doppi turni proposta dalla dirigente Manuela Mariani. Così, ieri mattina, mentre i tecnici della Provincia effettuavano un sopralluogo all’istituto Calafati in vista della presentazione della Scia ai vigili del fuoco, strade di nuovo occupate dagli studenti e aule deserte per manifestare il proprio dissenso, con il corteo che ha percorso lo stesso tragitto di lunedì. Quello che ha impressionato è la convivenzione di questi giovani: il loro numero è rimasto invariato al giorno prima, con un migliaio di persone che si sono ritrovate davanti al liceo in via della Bassata alle 8 per poi iniziare a marciare verso piazza Grande poco prima delle 9. Ad accompagnare i ragazzi, anche stavolta, genitori, personale Ata, rsu e professori. Fischiette, trombette, petardi e qualche lamperogeno hanno accompagnato il corteo di fino all’arrivo in piazza del Comune.
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Fortunatamente, anche stavolta, niente da segnalare sotto il profilo dell'ordine pubblico, ma più volte i rappresentanti degli studenti hanno dovuto chiedere ai “colleghi” di smettere di accendere i petardi. Giunti di fronte al Municipio, poi, qualcuno non ha resistito alla tentazione di salire sulle scalinate del Comune in segno dimostrativo, per poi essere richiamato e fatto scendere dagli altri: «Scendete, quello è il Comune. Dobbiamo andare dalla Provincia». E così, di fronte al loggiato, sotto lo sguardo sbalordito di una carovana di turisti che aspettavano il proprio autobus, i liceali dell'Enriques hanno più volte scandito cori di protesta e grida di dissenso.
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La manifestazione è stata caratterizzata da una decisione più volte espressa a gran voce: «A scuola il pomeriggio non ci andiamo, a scuola il pomeriggio non ci andiamo» è stato il vero ritornello della mattinata. «Ho scelto il liceo sportivo – ha spiegato Cristian Scuotto de 2ª F – perché da grande vorrei fare il giornalista sportivo. Con i doppi turni, entrando in classe il pomeriggio, non potrei conciliare le attività sportive con la scuola». E poi c’è anche chi tira in ballo le questioni di cuore. «Io e Chiara stiamo insieme da quasi un anno» - dice Jacopo Paggini, 4ª E del Liceo Enriques - ma lei è iscritta al Niccolini Palli. Se dovessi andare a scuola il pomeriggio non ci vedremmo mai, se non nel fine settimana». Stesso problema anche per Lorenzo Longobardi e la sua Marta, che va al Vespucci. Ma la maggioranza si è espressa contro le lezioni pomeridiane perché impediscono di svolgere attività sportive, musicali, di recitazione etc.
Dunque, in attesa che si trovi una soluzione condivisa (forse l’”orario denso” di cui scriviamo nella prima pagina di cronaca) la protesta andrà avanti ad oltranza. «Porteremo avanti la nostra protesta – spiegano Pietro Grassi e gli altri rappresentanti degli studenti – Domani (oggi per chi legge) ci ritroveremo davanti all'Enriques e in corteo torneremo davanti alla Provincia. Faremo così finché non avremo delle soluzioni accettabili».
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