Il Tirreno

Livorno

La mobilità del futuro in centro non può contemplare i cordoli

Virgilio Marcucci Riccardo Heusch

Critiche dei vertici di Automobil Club Livorno al piano del Comune  «Una minaccia per la sicurezza con possibili gravi conseguenze» 

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l’intervento

Ci sembra che le dichiarazioni di fine anno dell’amministrazione comunale in tema di traffico e mobilità, per la cittadinanza e per gli utenti della strada livornesi, più che un augurio per una migliore fruizione futura rappresentino una seria minaccia alla loro possibilità di spostamento in ambito urbano.

Nella lista dei progetti prossimi a partire, al primo posto pare esserci la volontà di costellare alcune tra le principali arterie del centro città di cordoli finalizzati alla separazione dei flussi di traffico tra mezzi privati e pubblici. Tali manufatti, però, hanno già dimostrato, anche nel passato più recente, di essere un concreto pericolo alla circolazione in sicurezza, rappresentando un potenziale ostacolo fisico difficile da evitare o sormontare in primis per le categorie considerate più deboli, pedoni inclusi.

Ad esempio, una delle criticità principali dei delimitatori in gomma in rilievo è che spesso sono ignorati dagli automobilisti che, anche involontariamente, con le loro traiettorie stringono pericolosamente ciclisti e motociclisti contro questo impedimento. Non solo: i cordoli possono nascondere un insidioso effetto boomerang per le stesse quattro ruote. Le auto moderne hanno installato servosterzi diventati ormai sensibilissimi a ogni input di movimento: diventa quindi sufficiente anche solo sfiorare il cordolo con un pneumatico affinché la vettura venga respinta con decisione nella direzione contraria, con il rischio per il guidatore di perdere il controllo del mezzo e magari invadere la carreggiata o il marciapiede opposto. Alla pari di quella di tutti gli ostacoli artificiali in generale, l’apposizione dei cordoli sarebbe poi teoricamente da sottoporre a norme precise, esplicitate con chiarezza nel Codice della Strada. Tali indicazioni tecniche però sono spesso disattese dagli amministratori locali.

Via Gramsci, via Cogorano, via Marradi, via Roma, via Calzabigi, eccetera: queste le strade che sarebbero interessate dal “progetto cordoli” annunciato dal Comune, il tutto in violazione delle più elementari norme di sicurezza.

Virgilio Marcucci

Riccardo Heusch

(presidenti commissioni

Tutela diritti automobilisti Traffico e mobilità)



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