Il Tirreno

Livorno

Un pomeriggio con i ragazzini che rischiano la vita saltando sulla vetta dell’ex cinema Odeon

Gianni Tacchi
Un pomeriggio con i ragazzini che rischiano la vita saltando sulla vetta dell’ex cinema Odeon

Livorno, quattro modi troppo facili per raggiungere il 6° piano del parcheggio.  Parkour, acrobazie con la bici, petardi e risse sono all’ordine del giorno 

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LIVORNO.  C’è chi sale per una foto al tramonto, magari in compagnia della fidanzatina a cui vuole mostrare un panorama segreto nel cuore della città. C’è chi invece prende le scale con gli amici e si porta dietro una bomboletta spray per scrivere qualcosa sui muri del palazzo in pieno centro, una cassa per ascoltare la musica a tutto volume o addirittura qualche petardo da scoppiare lassù. E c’è chi, infine, mette addirittura a rischio la propria vita, facendo parkour e acrobazie con la bici a sei piani di altezza con il vuoto distante pochi centimetri.

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Benvenuti dentro l’ultimo capitalo delle follie adolescenziali all’interno dell’Odeon. Le documentano i video e le foto dei residenti del centro, preoccupati per una situazione che va avanti da troppo tempo, e le raccontano gli stessi ragazzini al Tirreno, mentre verifichiamo la facilità con cui si può arrivare sul tetto del parcheggio blu.

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«È pericoloso, lo sappiamo, ma noi andiamo soltanto per fare qualche foto e passare un’oretta da soli», spiega un gruppetto di adolescenti tra i 13 e i 15 anni. «Però qualcuno esagera e salta addirittura sui palazzi accanto: non siamo noi eh, quelli sono pazzi», aggiunge una ragazzina di 14 anni. E qui si gela il sangue.

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Perché basta un piede messo male, una minima disattenzione, una ragazzata… «E si vola giù», ci conferma la stessa 14enne, mentre guarda gli amici che giocano a calcio con una bottiglietta di plastica davanti alla nuova palestra, dove qualche mese fa salivano per un selfie estremo. Ma cosa spinge questi adolescenti, gruppi anche da 15-20 tra bimbi e bimbe, a salire lassù? Ecco, qui gli stessi ragazzini si bloccano, non rispondono, forse non lo sanno neanche loro. Dietro c’è sicuramente quel “cosa vuoi che mi succeda” tipico di un’età in cui ci sentiamo invincibili, ma un conto è tuffarsi in piscina dal trampolino più alto e un altro è fare acrobazie sul cornicione dell’ultimo piano. «È una generazione allo sbando e i genitori sono sempre più assenti», risponde chi denuncia da tempo queste follie.

SALIRE SUL TETTO

Raggiungere il sesto e ultimo piano – quasi sempre libero perché bastano i primi quattro per le auto di chi va o vive in centro – purtroppo è semplicissimo. Ci sono addirittura quattro modi per salire sul tetto della struttura di via Verdi, ma i ragazzini usano soprattutto le scale all’entrata del parcheggio, proprio dove comincia la rampa per le auto: lo ripete chi posteggia spesso all’Odeon, lo testimoniano le scritte sui muri e la sporcizia, lo conferma anche una guardia giurata che controlla la struttura per conto della proprietà (la Spil, Società porto industriale Livorno).

Altri adolescenti salgono direttamente dalla rampa, ritrovandosi spesso tra le auto con ulteriori rischi per tutti, qualcuno invece prende l’ascensore che si trova tra lo stesso parcheggio e la palestra, in una stanzina in cui sono state piazzate anche due macchinette per pagare la sosta.

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E il quarto accesso? Altre scale, di solito meno usate perché più nascoste: sono dalla parte opposta rispetto all’ascensore, in pratica sull’altra curvatura di largo dei Valdesi, e guardano verso via Sardi. Il Tirreno, dopo l’allarme dei residenti del complesso Astoria, ha girato tutta la struttura riuscendo a salire facilmente sul tetto dell’Odeon, come fanno decine di ragazzini tra le 16 e le 18 di ogni giorno. Parcheggio ampio, pochi controlli, rischi sotto gli occhi di tutti. E c’è anche chi, compreso qualche bambino in giro con amici più grandi, entra nel parco Centro Città scavalcando il cancello che si trova proprio di fronte alla rampa del parcheggio, a due passi dalla sede della Misericordia. «E qualche ragazzino – aggiunge chi frequenta la zona quotidianamente – cerca proprio qui un angolo nascosto per fumare una sigaretta per la prima volta, ma spesso girano pure erba e canne».

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SITUAZIONE ALL’ODEON

Ma c’è qualcuno che sta cercando di fermare questi gruppi di adolescenti? Intanto le segnalazioni dei residenti e le denunce del Tirreno hanno portato a un aumento dei controlli, come raccontano anche gli stessi ragazzini che incontriamo tra le scale del parcheggio. «L’altro giorno c’erano i vigili, oggi (giovedì, ndr) abbiamo visto invece i carabinieri», spiega uno di loro. Ma la struttura è privata ed è soprattutto l’istituto di vigilanza a controllare il parcheggio, come ripete la guardia giurata in servizio: «Noi passiamo 3-4 volte al giorno da alcuni anni – dice – e capita di trovare fino a venti ragazzini sul tetto: di solito riusciamo ad allontanarli, ma poi tornano lassù. Devo ammettere però che negli ultimi giorni, tra l’allarme di chi vive nei dintorni e gli articoli pubblicati proprio dal Tirreno, la situazione è leggermente migliorata. Chissà, forse si sono spaventati».

Parkour, acrobazie con la bici, petardi e risse a sei piani di altezza restano comunque la normalità per questi ragazzini, che forse non si rendono neanche conto della pericolosità di certe abitudini. No, ai tempi di Instagram e Netflix, le “vasche” in via Ricasoli e un estathé in piazza Attias non bastano più. «Sentono il bisogno di spingersi oltre», spiega qualcuno mentre lascia l’auto in via Verdi. E forse l’unica soluzione, ripetono dal complesso Astoria, è chiudere l’ultimo piano di quel parcheggio. Per evitare una tragedia, per evitare lacrime, responsabilità e colpevoli. Per evitare che un gioco si trasformi in un incubo. 

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