Gioco
Cattivi odori a Calambrone sospetti sulla raffineria Eni
Decine le chiamate dei residenti ad Arpat, in particolare a Capodanno L’agenzia: «Fenomeno di pochi minuti accentuato dalle condizioni meteo»
calambrone. Il “profumo” dell’anno nuovo tra Calambrone e Stagno, al confine tra le province di Pisa e Livorno, è ancora una volta una terribile puzza. Sono state decine, anche durante le festività natalizie, le segnalazioni dei residenti all’Arpat per i cattivi odori nella zona. E l’agenzia regionale si è attivata con i controlli di rito, non i primi, che hanno evidenziato situazioni tali da giustificare le lamentele dei cittadini.
«Negli ultimi giorni – scrive Arpat – ci sono pervenute numerose segnalazioni di maleodoranze da parte degli abitanti di Stagno in provincia di Livorno e Calambrone in provincia di Pisa. Le segnalazioni hanno evidenziato odore di uova marce ed idrocarburi attribuendone l’origine alle attività della raffineria e dagli impianti dell’area nord del porto di Livorno». Un promo sopralluogo dei tecnici Arpat è stato effettuato nella raffineria Eni dove sono satte svolte «indagini specifiche presso gli impianti di produzione, monitorando anche le attività di copertura delle vasche dell’impianto di trattamento delle acque e di collettamento degli sfiati dei serbatoi, lavori che sono in corso proprio in questi giorni e che dovrebbero consentire, quando completati, di ridurre i problemi lamentati».
Tra le cause delle maleodoranze anche le condizioni «di stabilità atmosferica di questi giorni in Toscana, caratterizzate da alta pressione ed inversione termica» fa sapere Arpat. Condizioni che «fanno sì che gli inquinanti si disperdano con più difficoltà rispetto a condizioni meteorologiche con presenza di vento o pioggia intensa e quindi tendano a rimanere negli strati più bassi dell’atmosfera. Tali condizioni stanno determinando, per esempio, l’innalzamento dei livelli di concentrazione del particolato in aria ed in particolare il superamento dei valori limite giornalieri nelle pianure interne e nell’agglomerato fiorentino. È possibile che il perdurare delle condizioni meteorologiche attuali possa far ripetere fenomeni quali quelli lamentati». Riguardo ai dati di qualità dell’aria registrati dalla centralina Eni di Stagno lo scorso primo gennaio «si registra un valore di “picco” dell’inquinante Idrogeno solforato (H2S) compatibile con il superamento della soglia olfattiva, decisamente bassa, di questo composto».
«L’episodio registrato – prosegue l’agenzia – ha avuto una durata di pochi minuti e subito dopo i valori sono tornati ai livelli registrati antecedentemente. Si fa presente che per tale inquinante la normativa europea e quella nazionale non stabiliscono valori limite, soglie di allarme e/o valori obiettivo di qualità dell’aria. In mancanza di riferimenti normativi è una prassi consolidata, a livello nazionale e internazionale, riferirsi ai valori guida indicati dalla Organizzazione mondiale della sanità». –
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