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edilizia scolastica 

Scuole livornesi senza certificazioni ma la Provincia non vuole dire i nomi

Matteo Scardigli
Scuole livornesi senza certificazioni ma la Provincia non vuole dire i nomi

Livorno, imbarazzo per l’inchiesta del Tirreno: «Temiamo l’effetto panico». Poi cambia la versione: «Non li sappiamo»  

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LIVORNO. «La scuola che frequentano i miei figli è sicura?». Dopo la protesta per il caso Enriques-Calafati questa è la domanda che molti genitori rivolgono al Tirreno. Com’è possibile che un edificio, in cui fino al 23 dicembre gli studenti del Vespucci facevano regolarmente lezione, improvvisamente il 7 gennaio (sistemati i controsoffitti ed effettuate le prove di carico) non sia più a norma per gli alunni dell’Enriques?

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Il 31 dicembre 2018, spiegano dalla Provincia, sono scadute le proroghe per le certificazioni di sicurezza. Proroghe di cui per anni moltissime scuole in Italia si sono servite al fine di rientrare nei parametri stabiliti dalla legge del 1992. «Tutte le scuole del territorio sono sicure», assicurano da palazzo Granducale, e puntualizzano: «Dobbiamo fare adeguamenti normativi, non strutturali. Il percorso, previsto dal 2016 per il 2019, riguarda tutte le scuole livornesi. A marzo potremo ipotizzare un primo calendario degli interventi».

Ma intanto tutti gli istituti che le sfruttato le proroghe (fino a dicembre) da gennaio risultano “scoperti”. Gli edifici possono anche avere tutti i dispositivi di sicurezza, ciò che manca sono le certificazioni; tant’è che la Provincia precisa: «Nel decreto ministeriale di marzo 2018 è indicato che i vigili del fuoco, riscontrando la mancanza delle sole certificazioni, si limiteranno a farne segnalazione. Ma non chiuderanno le scuole».

A questo punto resta da capire quali scuole livornesi siano sprovviste delle certificazioni. Il Tirreno interroga la Provincia, che ha competenza sugli istituti superiori: «La mancanza delle certificazioni non compromette la sicurezza delle scuole. Dire quali istituti non hanno le certificazioni creerebbe solo allarmismo».

Ma i tecnici di palazzo Granducale hanno dato parere positivo. È in discussione – lo dice la stessa Provincia – solo la forma che, appunto, certifica la sostanza. Tuttavia gli edifici sono stati realizzati in varie epoche secondo varie normative, e Livorno non fa eccezione. Qual è dunque lo stato dell’arte? E qui la Provincia cambia versione: «Quest’anno cercheremo di fare tutti gli adeguamenti necessari, ma dopo il taglio dei fondi in questo momento neanche i nostri uffici tecnici possono stilare una lista di priorità (ovvero di quali edifici siano messi peggio dal punto di vista delle certificazioni, ndr). Lavoreremo su tutte le scuole».

La lista non c’è, però Calafati ci è “schizzato” in cima. E dalla Provincia chiariscono: «Visto quello che sta succedendo per la succursale dell’Enriques abbiamo accelerato i tempi. La scuola, ripetiamo, è sicura. Puntiamo a ottenere una Scia “semplificata”, così che i 150 ragazzi possano andare lì il prima possibile».
 

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