Gioco
Livorno, Nogarin non smentisce la trattativa: «Ma il sindaco può fare solo da sponda»
Il primo cittadino dopo le parole di Spinelli: «Si sappia però che il Livorno non è l’accesso facilitato all’operazione “Cittadella dello Sport”»
Filippo Nogarin, ha letto l’intervista di Aldo Spinelli sul Tirreno?
«Sì, già di prima mattina mi avevano mandato alcuni stralci e il titolo. Poi nel pomeriggio ho avuto modo di leggere il giornale con calma».
Il presidente amaranto dice che è in corso una trattativa ben avviata per la cessione della società nella quale l’interessamento del sindaco è stato determinante.
«Sì, ho letto le parole di Spinelli».
Le conferma?
«Sulla cessione del Livorno Calcio non sono nelle condizioni di confermare e nemmeno di smentire. Lei capirà…».
Capisco che quando c’è una trattativa importante è fondamentale la riservatezza.
«Esatto».
Dunque la trattativa c’è?
«Ripeto: non posso confermare ma non smentisco».
Su un sito internet è apparsa una sua dichiarazione in cui definisce le parole del presidente “Fantasie”.
«Se la sono inventata. Il Tirreno è l’unico media con cui ho parlato oggi».
Nel pezzo si sostiene che l’operazione di cessione della società amaranto ruoterebbe intorno alla creazione di “Livornello” in una parte dell’ippodromo.
«Su questo intendo essere molto chiaro: il Livorno Calcio non è la porta per entrare all’interno dell’operazione “Cittadella dello Sport”».
Da quel che traspare sembra invece che potrebbe esserci un percorso facilitato. In pratica: un imprenditore interessato a questa maxi operazione si prende il Livorno e nel pacchetto magari ottiene anche l’ippodromo.
«Questo lo smentisco in maniera categorica. Voglio rassicurare la città che ci saranno percorsi partecipati di evidenza pubblica. Come è nostra consuetudine questi percorsi non vedranno alcun tipo di favoritismo verso chicchessia, ancor meno per un complesso così delicato come l’area del Caprilli. La Cittadella è un’operazione importante, comprende non solo l’ippodromo, ma lo stadio, le palestre, le piscine, il campo scuola, il palazzetto. Cosa potrà starci è indicato chiaramente dal piano strutturale che è stato adottato: un impianto turistico ricettivo».
Lei sa benissimo però che le due partite sono strettamente legate.
«È evidente che le questioni hanno punti di contatto, ma voglio che sia fuori da ogni dubbio che ci possano essere corsie preferenziali per qualcuno. Deve essere chiaro che sono due piani distinti: la Cittadella dello Sport è una cosa, la società amaranto un’altra».
Torniamo alla società: che ruolo sta giocando il sindaco nella cessione del Livorno?
«La società è di proprietà del presidente e dei soci, i quali hanno tutto il mio rispetto e avranno il mio supporto per individuare potenziali compratori. Io faccio solo la sponda di biliardo mettendo nelle condizioni di fare scelte».
Quanti potenziali acquirenti ha incontrato fino ad oggi?
«Preferisco non rispondere».
Spinelli da quanto non lo sente?
«Ci siamo sentiti prima di Natale per gli auguri».
E Peiani? È lui a guidare la cordata di acquirenti...
«Con Peiani abbiamo contatti frequenti. Ci siamo visti negli ultimi giorni di dicembre. Ci scriviamo spesso».
I rapporti come sono?
«C’è un dialogo costruttivo e reciprocamente rispettoso. In questo senso voglio sottolineare il ruolo di Fernandez: anche se non è in quota societaria, è una persona importante nell’armonia che si sta cercando di favorire».
Crede che possa essere la volta buona per la cessione del Livorno?
«Il presidente ha manifestato in varie occasione la volontà di cedere. Penso che questa, più di altre, possa essere l’occasione. Mi auguro che il potenziale acquirente valorizzi il Livorno come merita la città».
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