Gioco
Il “dissidente” M5s boccia decreto sicurezza e legittima difesa: "Elimina un ladro e crea un assassino"
Il deputato Ricciardi spiega perché fra i grillini c’è un gruppo che critica Di Maio e vuole spostare l’asse del governo. "Su De Falco serviva più confronto. E il movimento ha bisogno di una maggiore collegialità"
MASSA. Non si spinge fino a parlare di una Gigi hegemony, uno strapotere verticista del capo politico. Ma di una cosa è certo: «Nel Movimento serve maggiore collegialità. È fondamentale che sui temi che non sono nel contratto di governo o in quel testo non sono ben specificati ci sia più discussione. Abbiamo Rousseau, una piattaforma unica al mondo. Usiamola». Riccardo Ricciardi, deputato massese dei Cinquestelle, avrebbe voluto che quella collegialità si materializzasse sul decreto sicurezza. È stato uno dei parlamentari grillini a non votarlo. E «maggiore confronto», dice, sarebbe servito anche sull’espulsione di Gregorio De Falco. Per questo da settimane viene inserito nei mitologici cataloghi giornalistici che raggruppano i “dissidenti” dalla linea gialloverde. Uno della supposta fronda fichiana. Uno dei “sinistri” scricchiolii nel partito di Di Maio, Casaleggio e Grillo. Insomma, una minaccia alla tenuta della maggioranza di governo.
Ricciardi, lei ne fa parte?
«Non c’è nessuna fronda, nessuna corrente. Nel M5S non esiste. Ci sono persone che hanno sollevato dei problemi sul decreto sicurezza. Ma credo si debba dare un’attenuante al Movimento: è al governo da sei mesi e si regge su una maggioranza anomala con un partito lontanissimo per storia e formazione. Certo, su alcuni temi dirimenti abbiamo tutti chiesto che ci sia maggiore discussione. Non dobbiamo aver paura di dire che siamo una cosa diversa dal partito di Salvini. La Lega del resto il reddito di cittadinanza o la legge anticorruzione non li avrebbe mai fatti, ma sono traguardi incredibili».
E voi, cosa non avreste fatto?
«Il decreto sicurezza. Io non l’ho votato perché non migliora il sistema di gestione dell’immigrazione, anzi, rischia di creare maggiore insicurezza. Il fenomeno va analizzato in modo serio. Serve un sistema di accoglienza diverso. Basta con gli affidamenti alle cooperative. La gestione va data alle Regioni. Non sarà possibile rimpatriare tutti quelli che resteranno tagliati fuori dall’accoglienza, anche volendo costerebbe troppo. Quindi dobbiamo impedire che vaghino per le città senza un cuscinetto».
Il M5S e Di Maio sembrano soffrire di subalternità nel rapporto con Salvini.
«Se si guarda alle cose fatte non è così. Loro hanno il decreto sicurezza. Noi il decreto dignità, la spazza corrotti, la manovra con il reddito di cittadinanza, e perfino quota 100 era nel nostro programma».
Ma a giudicare dai sondaggi tutto questo non sembra avere effetto.
«Non mi fido dei sondaggi. Prima del 4 marzo nessuno ci dava al 32%. Se poi funziona più un tweet con pane e nutella che quello con i dati è un discorso politico antropologico. Alla lunga credo che funzionerà di più la comunicazione che punta sui fatti».
Si dice che quella dei dissidenti sia la linea di Fico…
«Guardi. Non ho alcun rapporto se non di cortesia col presidente Fico che comunque stimo molto».
La senatrice Paola Nugnes e altri si sono schierati anche contro l’introduzione del vincolo di mandato. Lei?
«Io sono sempre stato a favore. Ma servono condizioni diverse per introdurlo. Con questa legge elettorale è incompatibile, poiché predilige i “fedeli” al leader e derive autoritarie in partiti gestiti in maniera verticista. In politica credo si debba essere leali non fedeli».
Quella del verticismo è un’accusa da cui non siete immuni neppure voi.
«Non c’è questo spettro. Ma certo c’è bisogno di maggiore collegialità e discussione»
Come si schiererà sulla legittima difesa?
«Quel bel provvedimento che permette di eliminare un ladro e creare un assassino? Vedremo come sarà il testo. Viviamo in uno stato di diritto, dove ci sono persone pagate e formate per difenderci. Piuttosto investiamo su spazi di aggregazione, formazione ed educazione: il primo luogo dove si combatte la criminalità è la scuola».
Che pensa dell’espulsione di De Falco?
«In passato ho condiviso tutti i provvedimenti sulle espulsioni. Oggi, su singoli casi, avevamo bisogno di più confronto, da una parte e dall’altra, perché sono state fatte critiche politiche. E queste sono fondamentali per crescere. Poi potevano essere fatte in maniera sicuramente più costruttiva e meno individualistica».
Nugnes si è schierata con i sindaci che si oppongono al decreto sicurezza. Ha fatto bene?
«Propaganda di destra da una parte, quella di Salvini, di falsa sinistra dall’altra. Con la propaganda non si risolvono i problemi».
Quanto dura il governo?
«Bella domanda. Come chiedere chi vince la Champions. A parte gli scherzi: durerà 5 anni. Nessuno vuole terminare un’esperienza comunque positiva». —
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