Il Tirreno

Livorno

Europee, Ceccardi pronta a correre. Ma Cascina torna “contendibile”

Mario Neri
Marco Sciscione e Susanna Ceccardi
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Marco Sciscione e Susanna Ceccardi

La sindaca verso la candidatura per un seggio a Strasburgo. Imbarazza il possibile ticket con il laziale che dà spazio in tv a Panzironi

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CASCINA. Per paradosso, sembra quasi un destino ineluttabile. Sebbene lei non abbia mai fatto mistero di vagheggiarlo, sebbene Matteo Salvini non abbia ancora messo in fila, casella dopo casella, nomi e regioni per trasformare l’Europa dei popoli nell’Europa dei populisti. Ma quella di Susanna Ceccardi sembra quasi una strada obbligata nel risiko con cui il leader dei sovranisti darà l’assalto all’ultima fortezza del riformismo europeista. La sindaca, consigliera del vicepremier e commissaria della Lega in Toscana, correrà nella circoscrizione centro alle prossime elezioni per il Parlamento europeo del 26 maggio. Fra i big toscani del Carroccio è un’indiscrezione ormai stanca e logora. Nemmeno lei se lo nasconde.

«Matteo non mi ha ancora chiesto niente, ma se dovesse farlo io sono pronta a correre. E poi, da parlamentare europea, se vorrà, mi giocherò anche la corsa per la Regione. Sono giovane, ci sarà il tempo per riposarsi», ha raccontato ai suoi al rientro dalle vacanze in Mar Rosso. Aggiungendo: «La partita delle Europee si gioca sulle preferenze, servono persone e volti capaci di catalizzare consenso». Tradotto: di rastrellare voti. E in Toscana la Lega non ha più “big” da spendere. I colonnelli hanno già un incarico a Roma. Claudio Borghi, Edoardo Ziello, Mario Lolini, Manuel Vescovi, Guglielmo Picchi sono “spendibili” ma hanno già un incarico alla Camera o al Senato. Certo, così come per i sindaci di Comuni sopra i 15mila abitanti, anche per deputati e senatori il loro ruolo non è motivo di incandidabilità, ma una volta eletti dovrebbero scegliere fra Roma o Strasburgo. Per chi ha vinto in un collegio uninominale (come Lolini a Grosseto) è una strada impraticabile: significherebbe rimandarlo al voto. Gli altri, a parte Vescovi, hanno tutti un ruolo in commissioni se non addirittura nel governo. Complicato immaginare staffette. A Salvini non dispiace Massimiliano Baldini. Viareggino, lo ha incontrato quest’estate e ne è rimasto ben impressionato. E il sottosegretario Giancarlo Giorgetti potrebbe sponsorizzare il cecinese Lorenzo Gasperini. Ma Salvini vuole giocarsi tutto sull’Europa.

«Il 40% di Renzi è un traguardo titanico ma ci crede», raccontano i suoi. Dunque, non resta che puntare sulle “star” del partito. E la ruspista di Cascina che frequenta i talk nazionali, posta e twitta al ritmo della “Bestia”, lo staff che gestisce i social del ministro, è l’unica a poter sperare nella soglia totemica delle 100mila preferenze (la dem Simona Bonafè, con le vele del renzismo ai massimi storici, ne acciuffò 288mila). La cascinese è anche l’unica a garantire alle truppe toscane di non venir fagocitate dai laziali. Nella circoscrizione - composta da Toscana, Marche, Umbria e Lazio - per un romano del resto sarà molto più agevole rastrellare voti. Non un caso che la sindaca stia riflettendo su un ticket con Marco Sciscione. Non uno qualunque, ma il responsabile telecomunicazioni della Lega nel Lazio e soprattutto - come scritto dal Tirreno a novembre - il comproprietario (con il fratello Giovanni) di Canale 10, Italia 7 e del circuito GoldTv. E avere una tv dalla tua serve per farti conoscere in un posto che il tuo non è. Non è passato inosservato alla cena di Natale organizzata a Firenze con il capo. Ma c’è un però: sulle sue emittenti Sciscione ospita Adriano Panzironi, l’ideatore di Life120, il metodo con cui promette salute e lunga vita ai seguaci, sanzionato dall’Antitrust con una multa da mezzo milione oltre che bacchettato dalla ministra Giulia Grillo, che l’ha accusato di spacciare teorie antiscientifiche. Insomma, la sponda potrebbe creare un qualche imbarazzo. Un’alternativa? Fare coppia con Armando Valiani, segretario Ugl e fedelissimo di Claudio Durigon, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico.

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Ma una vittoria a Strasburgo potrebbe costare cara. Una volta eletta, Ceccardi avrebbe tre mesi per scegliere fra Cascina e l’Europa. Cioè se mandare ad elezioni anticipate il Comune, l’enclave della vittoria aurorale, quella da cui nel 2016 è partito l’assalto alla rossa Toscana. E lo farebbe in una faseturbolenta. Se è vero che la rossa impazza fuori dai confini natii, nessuno finora s’è accorto che la culla del sovranismo toscano da mesi scricchiola. In consiglio il centrodestra spesso fa fatica a raggiungere il numero legale. L’ex capogruppo Antonio Affinito s’è astenuto sul bilancio e più volte s’è scontrato con la sindaca. Senza considerare gli strappi con i forzisti. Vedi l’armageddon con Gino Logli, l’ex assessore diventato grande accusatore per l’abuso della tettoia. Cascexit? —

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di Redazione web