Gioco
«Avevamo chiesto di rimanere a fare lezione a Porta a mare»
La preside Mariani: soluzioni o si mette in ginocchio il liceo Intanto si studia un orario con la settimana corta per tutti
È il giorno della protesta al liceo Enriques. Il giorno della protesta che da via della Bassata raggiunge piazza del municipio per bussare alle porte della Provincia, dopo la vicenda surreale che per ora ha visto sfumare il trasferimento di 180 ragazzi nella succursale del Calafati. Una vicenda incredibile che Il Tirreno ha seguito passo passo e che proprio da stamani porterà all’avvio dei doppi turno di studio, mattina e pomeriggio. Lo conferma la preside del liceo, Manuela Mariani: «Niente Calafati, al momento questo è il punto fermo». Perché? «Devo partire da lontano, almeno dal giugno 2017, quando facemmo un tavolo al quale presero parte Provincia, Comune, Coni. Mi resi conto che avevamo un boom di iscrizioni e che a lungo andare gli spazi non sarebbero bastati per tutti gli studenti. Così iniziai a chiedere una succursale. Piano piano con la Provincia ha preso forma l’ipotesi di andare al Calafati una volta spostati in piazza Vigo gli studenti del Vespucci».
Mariani cosa è accaduto dopo lo sappiamo già: ci sono stati ritardi e a settembre 150 ragazzi del liceo hanno iniziato a fare lezione a Porta a Mare. A gennaio avrebbero poi dovuto spostarsi al Calafati, invece...
«Esatto. Siamo stati dirottati in una sede che, per quanto impropria, trattandosi di fondi commerciali, ha avuto tutte le autorizzazioni sia dei vigili del fuoco che dell’Asl. Quindi noi eravamo a posto».
Ok, ma come è possibile che siate arrivati alle vacanze di Natale senza accorgervi del problema?
«No no, io non sono arrivata alle vacanze. Fin da novembre, quando mi sono accorta delle difficoltà, ho chiesto alla nuova presidente della Provincia un tavolo tecnico. E ho chiesto se era possibile continuare fino a giugno con l’affitto a Porta a Mare, anche perché un trasferimento a metà anno avrebbe creato un mare di problemi. La Provincia ha risposto con un tavolo tecnico il 20 dicembre, a ridosso del Natale. Ha detto che non sarebbe stato possibile continuare a Porta a Mare perché la proprietà non era disponibile. Ma allora la dico tutta: io ho telefonato a Igd e mi è stato riferito che invece non ci sarebbero stati problemi a prorogare l’affitto, certo con il rinnovo di tutte le autorizzazioni. L’ho detto chiaramente all’ente: se non volete prorogate l’affitto dateci rassicurazioni sulla sicurezza della succursale».
Ma alla fine cosa manca perché possiate andare ora al Calafati?
«Mancano ancora alcune certificazioni relative alla sicurezza. Ad esempio l’idoneità statica e la certificazione prevenzione incendi. La Provincia, quando ho chiesto spiegazioni, mi ha risposto che sono stati fatti i lavori e che queste certificazioni mancano in gran parte delle scuole. Poi però, sabato, è emerso che non c’è la scia antincendio che, come previsto dal decreto ministeriale del ’92, avrebbe dovuto essere presentata entro il 31 dicembre con il progetto che serve per completare l’iter».
Il punto ora è: come vi organizzate? Oggi partono i doppi turni, cosa vuol dire?
«Vuol dire che le otto classi che sarebbero dovute andare al Calafati, circa 180 ragazzi, una o due volte a settimana non entrano a scuola la mattina ma il pomeriggio».
Quanto andrà avanti?
«Spero il meno possibile, spero una o due settimane, anche perché i nostri ragazzi hanno molti impegni, chi fa sport, chi fa teatro, senza parlare dei corsi che abbiamo già il pomeriggio. Intanto – come misura nel caso in cui non si risolva prima il problema – ho incaricato un altro docente di fare un orario spalmato sulla mattina per tutti gli studenti, prevedendo che facciano tutti la settimana corta, a turno: ogni classe, in pratica, avrà un giorno libero a settimana, a rotazione, in modo da guadagnare ore. Ci stiamo lavorando. È chiaro che sarà un altro scossone perché cambierà l’orario per tutti i ragazzi, più di 1.200. Dal punto di vista dell’andamento didattico, così si rischia di mettere in ginocchio una scuola: il nostro è un liceo, i ragazzi hanno bisogno di serenità».
Lei parteciperà alla manifestazione di studenti, prof e genitori?
«Io andrò dai vigili del fuoco per verificare come stanno le cose. Leggo dal Tirreno che un progetto è stato messo a gara adesso. Tutto questo doveva essere fatto prima. Oppure ci si doveva organizzare per il prossimo settembre».
Cosa chiedete, di restare a Porta a Mare?
«Questo io l’avevo già chiesto, più volte, e mi è stato risposto di no. Ora chiedo di metterci in condizione di finire l’anno scolastico nel migliore dei modi: la Provincia trovi altre soluzioni. Perché al momento è un caos totale. Il Calafati? A questo punto non mi bastano più le rassicurazioni, voglio le carte e un progetto preciso, con tempi e finanziamenti certi. E al di là di tutto vorrei che ci si rendesse conto che non si può andare avanti in questo modo: le scuole hanno il diritto di avere locali sicuri con tutte le garanzie del caso». —
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