Gioco
Partiti i saldi, ma occhio alle promozioni fasulle
Nella vetrina di un negozio del centro spuntano cartellini con prezzi sospetti «Ma in realtà avevamo solo anticipato gli sconti come fanno tutti...»
livorno. Sconti fino al 30, al 50, anche al 70 per cento. La stagione dei saldi, quelli ufficiali, è partita ieri. E in molti negozi del centro è stata subito corsa all’affare. Lo raccontavano, ad esempio, le vetrine di via e piazza Grande, dove nel pomeriggio è arrivata anche la Befana dei vigili del fuoco, con centinaia di persone che dopo lo spettacolo andato in scena davanti al duomo si sono riversate sotto i portici.
Chi nel Pentagono o nei centri commerciali ha varcato la porta di piccoli negozi e grandi catene ha trovato attaccati soprattutto ai capi di abbigliamento i classici doppi cartellini con il primo prezzo e con la somma “tagliata”. Ma occhio agli sconti reali, a quelli fasulli e a quelli camuffati.
Curiosa è ad esempio la foto che il Tirreno ha scattato venerdì, alla vigilia dei saldi, davanti a un negozio del centro: come mostra l’immagine in alto, in vetrina c’erano una maglia e un paio di pantaloni in vendita a poco più di 14 euro ciascuno. Ieri, a saldi iniziati, gli stessi capi di abbigliamento risultavano ancora in vendita allo stesso prezzo, ma il cartellino indicava uno sconto del 25 e del 50 per cento, con prezzi di partenza di 19 e 29 euro. Sconti fasulli?
Contattati dal Tirreno, i titolari del negozio si sono difesi così: «Non abbiamo fatto sconti fasulli. La verità è che proprio per andare incontro ai clienti (visto che i saldi partono ormai poco dopo Natale) abbiamo offerto prezzi più bassi già dai primi giorni di gennaio, mettendo in vetrina la scritta “occhio al prezzo”...». Insomma, per loro i capi in vendita erano «già scontati, ma se lo avessimo detto prima dell’inizio dei saldi avremmo rischiato una contravvenzione salata». E allo stesso tempo «se non avessimo messo il doppio prezzo in vetrina una volta iniziati i saldi, l’avremmo rischiata lo stesso». «È così – si difendono – lo fanno tutti...».
Va detto quindi che mentre in molti hanno aspettato il fischio di inizio per lanciare le promozioni, altri hanno cercato i modi più fantasiosi per anticipare un po’ le vendite “mascherando” in qualche modo le promozioni. E la corsa alla taglia giusta è diventata una mission impossibile. A stabilire inizio e fine del periodo dei saldi è stata l’ultima delibera della giunta regionale: sulla carta dal 5 gennaio al 5 marzo per il periodo invernale e dal 6 luglio al 3 settembre per le vendite promozionali estive.
Sul tema è intervenuto poco prima della fine dell’anno anche il direttore provinciale della Confcommercio, Federico Pieragnoli. «Ben vengano – ha sottolineato – tutte le occasioni che offrano una boccata d'ossigeno per il commercio cittadino. Ci sono però dei problemi. Già con l'uso delle promozioni permanenti, con il black friday e con gli acquisti online, il rito del fine stagione sta accusando un brutto colpo. Fino a qualche anno fa, negli anni post crisi, i saldi hanno rappresentato una vera e propria opportunità per i consumatori, che in molti casi, per gli acquisti più importanti, attendevano la fatidica data. Ma con la tensione continua della concorrenza e del ribasso a tutti i costi, ormai non c'è più freno a messaggi privati, e-mail, “occhio al prezzo” e inviti ad approfittare di sconti eccezionali e dedicati, almeno nominalmente, a una ristretta cerchia di clienti».
Il consiglio dell’associazione? «Acquistare senza farsi prendere dal raptus del momento, diffidando di sconti esagerati e conservando una particolare attenzione alla qualità dei capi esposti». —
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