Gioco
I dubbi del grossista di saponi «Non ho i dati, temo le multe»
LIVORNO. Massimo Nannipieri, titolare di un ingrosso-dettaglio di saponi, disinfettanti, buste, ed altri generi utili sia per l’igiene della casa che quella personale, appare un po’ perplesso sulla e-fattura, soprattutto nella sua doppia veste di grossista e venditore al dettaglio.
«Per il momento – ammette – vedo molta confusione e tanti punti interrogativi. Per quanto riguarda il rapporto coi clienti, vendo alla casalinga, così come all’impiegato o allo studente, emettendo il consueto scontrino fiscale, ma ho anche una trentina di clienti in cui assumo il ruolo di fornitore. Si tratta di studi medici, agenzie marittime, attività commerciali. Quindi, tutte situazioni in cui le spese che fanno da me, risultano spese di gestione per l’attività che svolgono. Quindi, con necessità di fattura, che da pochi giorni è diventata elettronica».
Ha un problema, Nannipieri nel reperire i dati necessari per poter procedere alla regolare compilazione del modulo.
«Molti – prosegue – non hanno ancora capito che c’è già l’obbligo di legge e che io, alla vendita, devo poter evadere la pratica in maniera corretta, affinché tutto sia regolare per chi fa controllo. Cioè, l’Agenzia delle entrate. Sono bloccato, in pochi mi hanno comunicato i loro dati per gli incroci digitali e per il momento sto lavorando con i documenti di trasporto che mi danno tempo fino a un mese prima emettere la fattura elettronica».
Ecco perché si dice molto preoccupato per eventuali sanzioni e aggiunge. “Dice che per novanta giorni non ci saranno rischi, ma poi... Il problema, ripeto, è che non appaiono chiare molte cose. Sembra un giungla studiata per farti scivolare in qualche irregolarità prima o poi...». —
F.L.
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