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Viaggio tra i commercianti livornesi: «Fattura elettronica? Bene, ma che fatica»
Livorno, i negozianti del centro si dividono a pochi giorni dall’introduzione della rivoluzione digitale per le partite Iva
LIVORNO. L’hanno ribattezzata la rivoluzione del commercio. E infatti anche tra commercianti e artigiani livornesi titolari di partita Iva la fatturazione elettronica divide e molto. Perché trasforma il modo di tenere la contabilità che da adesso in poi, cambia il rapporto con i fornitori obbligati ad abolire il cartaceo, mandare tutto in formato digitale.
Un sistema che avvisa in tempo reale l’Agenzia delle Entrate. Il titolare di una attività di quelle che frequentiamo ogni giorno non sarà tuttavia tenuto a fare la e-fattura, salvo che non sia a sua volta fornitore di persona fisica o giuridica alla quale necessita fatturazione. Rientrano in questi casi per esempio, coloro che evadono ordini di una ditta quando questa fa regali per i propri clienti, oppure chi serve attività di ristorazione. Tranne i casi appena citati e loro simili, in cui è obbligatorio emettere l’e-fattura, si continua con il consueto scontrino fiscale stampato dal tradizionale registratore di cassa. Fra il normale cittadino e il negoziante, insomma, non cambia nulla. Il nuovo documento si può fare solo se si è dotato il proprio pc, il proprio smartphone o il proprio tablet di un apposito software. Un programma non troppo a buon mercato e che incoraggia molti a delegare il commercialista. Anche per la paura di sbagliare e incorrere in sanzioni amministrative.
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Stefania Tempestini, co-titolare con la sorella Sandra, dell’omonimo negozio di abbigliamento femminile all’angolo fra via della Coroncina e via del Fante, dice. «I miei fornitori penseranno a inviare la fattura via Pec (posta elettronica certificata) a chi ci tiene la contabilità. Lunedì andremo a rifornire il negozio, e sarà per noi la prima e-fattura in entrata del 2019». Prima di tornare a servire una cliente, Tempestini aggiunge: «Forse dovremo preoccuparci di più se fra un anno spunterà lo scontrino elettronico. Magari obbligandoci a cambiare il vecchio registratore che non supporterebbe la nuova tecnologia».
Carmine Saggese è un artigiano, calzolaio che ha una bottega in via del Fante. Un’attività di fine anni ’50 che lui ha rilevato 26 anni fa. «Le cose cambiano e servirà un periodo di rodaggio. È diverso l’approccio e, nonostante sia andato a fare un corso per imparare le cose basiche, ho una grande confusione in testa».
Walter Furlini, titolare di un’attività storica di articoli casalinghi in via Buontalenti, la considera una cosa buona. «Che servirà senza dubbio per evitare fatturazioni false. Dovremo, anche noi piccoli dettaglianti, abituarci a una maggiore dimestichezza col computer. Servo anche alcuni Enti e quindi, emetterò fatture digitali, che andranno di pari passo con i normali scontrini fiscali rilasciati la cliente che compra una nuova pentola per la cucina».
Per Daniele Turini dell’Enoteca-Frantoio Toscano di via Buonalenti è solo una novità fastidiosa. «Lo è per noi che stiamo dietro al banco a anche per i commercialisti che si trovano una mole di lavoro in più e si sono trovati costretti a spendere da 6 a 8 mila euro per comprare i programmi adeguati alle nuove esigenze. Non credo si combatta così l’evasione…». Mauro Salvador, titolare di un banco carni al Mercato delle Vettovaglie è sbrigativo: «Ho tutti clienti normali, per i quali basta lo scontrino. Le fatture dei fornitori le mando al ragioniere».
Andrea Fanelli, reparto pesce sempre al Mercato, storce la bocca. «Devo affidarmi a qualcuno del mestiere. La mattina mi alzo alle 3 e mezzo per venire qui, alle 17 c’è l’asta del pescato di giornata. Poi, c’è da tornare per mettere tutto nelle celle frigorifere. Un conto era una normale fattura da scrivere amano e intestare al ristorante, un conto è dover imparare cose nuove, quando si è anche molto stanchi. Meglio farlo fare a chi lo fa di mestiere». Anche Michele Castellani, assieme al fratello è titolare di Bonsanti Sport è poco preoccupato. «Non noteremo molta differenza, facciamo solo scontrini, la e-fattura la gestiremo solo in entrata».
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