Gioco
Il presidente Corsini nomini un nuovo segretario generale
Apprendiamo dal Tirreno gli ultimi sviluppi delle indagini in merito a dirigenti del passato e del presente di Autorità Portuale di Livorno.
Ricordiamo che il 27 settembre Nicola Fratoianni, parlamentare di Sinistra Italiana, depositò in Parlamento un’interrogazione a risposta scritta al Ministro per i Trasporti e le Infrastrutture Toninelli, rispetto a presunte irregolarità nella gestione delle concessioni rilasciate nel porto di Livorno. Ciò che emerge oggi appare ancor più grave e lo scenario sembra allargarsi ad altre novità che corrispondono ad aree portuali e questioni sempre più vaste. L’iscrizione nel registro degli indagati, appare come un atto dovuto, ma la richiesta della Procura di interdizione dai pubblici uffici per un anno nei confronti degli indagati deve far riflettere tanto sui guasti di un passato ingombrante e scomodo da giustificare ma soprattutto sul presente. In entrambi i casi appare il nome del segretario generale che ha ricoperto un ruolo operativo e decisionale forse troppo presente nella gestione delle concessioni o in riferimento all’annosa questione del bando di privatizzazione di Porto 2000.
Attorno al presunto abuso d’ufficio che si configura come un danno allo Stato, vanno considerate le ricadute negative di immagine per tutta la città e ne consegue un grave conseguente danno ai lavoratori portuali, pertanto riteniamo che agli annunci di difesa del sindaco Nogarin rispetto all’eventuale fuga di un armatore solo – ricordiamo qui che la Compagnia Grimaldi è beneficiaria di una struttura considerata un abuso edilizio e per questo sequestrata dalla Capitaneria di Porto di Livorno – per salvaguardare i posti di lavoro, debba dichiararsi in difesa di tutti i lavoratori portuali a prescindere dal nome del loro datore di lavoro.
Ribadiamo oggi il consiglio dato al presidente Stefano Corsini, sull’ipotesi di un opportuno quanto necessario avvicendamento alla segreteria generale, perché alla luce di fatti, pare davvero che non si trattasse esattamente solo di un intoppo burocratico come ebbe a dichiarare Massimo Provinciali per commentare il sequestro della tensostruttura alla banchina G del Porto di Livorno, ma c’è molto più di questo e la questione è estremamente seria. Auspichiamo un’indagine veloce e confidiamo nell’azione attenta e ferma della magistratura affinché sia fatta piena luce sulle responsabilità e sui reati addebitati agli indagati, questo perché il porto di Livorno deve ripartire senza ombre, con trasparenza e nel rispetto della legalità laddove sia appurato che sia venuta a mancare. Livorno ha bisogno di un porto forte, libero da interessi personali, che funzioni per lo sviluppo di tutta la città e non di un ente reso immobile dalle indagini che hanno svelato enormi pretese o debolezze personali che poco hanno a che fare con la gestione di un bene pubblico che a maggior ragione, deve rimanere tale.
*Sinistra Italiana
Coordinatrice
Federazione di Livorno
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