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Così gli Spedali Riuniti crescono ancora nella cura dei tumori

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LIVORNO. In tutto il 2018 sono stati 900 i pazienti che sono stati sottoposti a radioterapia nel bunker di viale Alfieri, provenienti da Livorno e provincia. 350 di questi sono stati trattati con l’acceleratore di ultimissima generazione, acquistato nel 2012, gli altri - la maggioranza - con l’altro apparecchio.

«Oggi su 100 diagnosi di neoplasia, 22 vengono guarite dalla radioterapia - sottolinea l’ex primario del reparto Manrico Bosio -. L’arrivo di questa nuova apparecchiatura, gemella di quella acquistata sei anni fa, ci pone ai vertici nella medicina di precisione in ambito oncologico. Insieme alla Tac per simulazione con laser mobili, questi acceleratori permettono di modulare al massimo la fascia di radiazioni, contornare i volumi da irradiare e i tessuti sani da risparmiare».

Se, come racconta Bosio, per l’arrivo di questo nuovo apparecchio sono stati necessari 5 anni di attesa, nel documento di programmazione deliberato a ottobre dall’ex direttore generale De Lauretis si mette nero su bianco l’obiettivo di un terzo acceleratore lineare all’ospedale di Livorno per il 2019, destinato anche all’utenza non livornese, in modo da ridurre le liste di attesa ad un mese in tutta l’Asl. C’è un problema, però, oltre alla cifra (4 milioni) che la Regione è già pronta ad investire: è relativa alla collocazione. Servirebbe un altro bunker che oggi non c’è...

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