Il Tirreno

Livorno

Generazione 20 (e talento) costruiamo la città di domani

J.G.

Dalla musica allo sport: il via al nuovo anno con le storie di impegno e passione di sei giovani livornesi che rappresentano già un’eccellenza nel loro campo

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livorno. Il filosofo francese Joseph Joubert diceva che «i giovani hanno più bisogno di esempi che di critiche». In questo caso l’esempio sono loro: sei under 25, molti dei quali ancora sotto la soglia dei vent’anni, che hanno il volto del talento. Dell’impegno. E in qualche modo dell’Investimento, quello con la i maiuscola, che serve per scrivere il domani.

Il Tirreno li ha pescati nel mondo dello sport, della musica, della scuola, delle arti. Sei figlie e figli simbolo della città – ma potrebbero essercene molti altri ancora – per iniziare il 2019 guardando alla Livorno del domani, e dell’oggi, attraverso la lente di quella “generazione venti” che dimostra di funzionare.

C’è Sveva Sodomaco, ex studentessa da un bagaglio di tutti dieci al liceo Enriques di via della Bassata, oggi nella classe di chimica della prestigiosa scuola Normale di Pisa.

C’è Michelle Candotti, una che sembra nata con le mani, gli occhi e il cuore sul pianoforte e che con la sua musica incanta pubblico e maestri da quando era una bambina.

C’è Annalisa Arena, attrice schizzata fuori dai confini dei Quattro Mori attraverso la pellicola di “Romanzo Famigliare”, la fiction di Francesca Archibugi che nell’anno appena volato via ha catapultato vizi e virtù della città, e di tanti dei suoi diversi mondi, sugli schermi della Rai, in prima serata.

Poi ecco un’altra giovane donna: Elena Pietrini, 19 anni, pallavolista. Una storia di sport la sua – quindi di impegno, sacrificio e passione – che parla da sola, fino alla trasferta nella terra del Sol Levante per giocarsi il mondiale con le ragazze del volley.

Così come una storia di sport è quella del diciannovenne Alessio Canessa, calciatore volato quest’anno dalla Primavera alla prima squadra amaranto, a intrecciare il suo futuro con quello dell’Armando Picchi. O quella del cestista diciottenne Matteo Graziani, un giovane gigante, in tutti i sensi, che con il suo metro e novanta e il talento mostra all’Europa la faccia migliore di Livorno, mentre il basket di casa arranca.

Sei facce, sei sorrisi, sei storie per iniziare l’anno. Per provare a raccontare il presente e soprattutto il futuro. Partendo dalle imprese – semplici o straordinarie – delle ragazze e dei ragazzi. —

J.G.

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