Gioco
Sarà l’anno del voto scongiuriamo tutti una guerra fra bande
Gli auguri del sindaco alla città partendo da chi ancora non ha un lavoro
la lettera
Filippo Nogarin*
Tra poche ore entreremo nel 2019, un anno decisivo per il futuro della nostra città.
Il 26 marzo comincerà il quinto anno dall’istituzione dell’area di crisi complessa livornese. Molti annunci e molti progetti sono stati presentati da quel momento, ma nessuno è stato realmente in grado di risollevare le sorti occupazionali e sociali di Livorno. Ecco perché il mio primo pensiero va a chi un lavoro ancora non ce l’ha. In questi 12 mesi, esattamente come nei quattro anni passati, l’amministrazione ha lavorato per fare in modo che anche i cittadini con maggiori difficoltà non perdessero le speranze. Siamo riusciti a non lasciare indietro nessuno, attraverso una politica di sostegno al reddito e una politica della casa, portate avanti con l’appoggio delle migliori forze sociali. Ma sopravvivere non può bastare: serve un colpo di reni.
La nostra è una città che conserva un tessuto sociale solido e che negli anni ha saputo sviluppare realtà dinamiche e propositive. È da qui che dobbiamo ripartire.
Dobbiamo riscoprire l’orgoglio di essere livornesi, imparare a prenderci cura della nostra città e imparare a trasmettere agli altri l’amore per Livorno. Siamo seduti su un tesoro fatto di paesaggi, monumenti, sapori, che ha pochi eguali in Toscana e non solo. Se riusciamo a costruire una rete di imprenditori, associazioni, comitati spontanei di cittadini pronti a investire parte del loro tempo per sviluppare idee innovative, potremo creare un’industria turistica capace di fare la differenza.
Nel frattempo è necessario proseguire in direzione di una riconversione industriale che possa darci una prospettiva di lungo periodo. Le ricette messe in campo fino ad ora sono state, in troppi casi, un buco nell’acqua. Penso ai 10 milioni per favorire l’insediamento di nuove realtà produttive, contenuti nell’accordo di programma siglato a fine 2016, di cui ad oggi non è stato speso un euro. Chiederemo a governo e parlamento di fare in modo che queste risorse non vadano perse ma vengano assegnate da chi ha già dimostrato di saperle far arrivare sul territorio: Comune e Regione.
Intanto, attraverso i laboratori dello Scoglio della Regina e della Dogana d’Acqua abbiamo posto le base per lo sviluppo di un’economia green legata al mare, ma ora è necessario costruire una sinergia tra ricerca e impresa per creare un polo produttivo realmente competitivo.
Per fare tutto questo è necessario lavorare insieme. Le porte del Comune sono sempre aperte alle forze propositive: dal mondo ambientalista ai comitati di cittadini. Dalle unioni di commercianti a chi ogni giorno lavora con chi è maggiormente in difficoltà. Ma l’obiettivo di tutti deve essere il bene comune, non il proprio tornaconto particolare.
Il 2019 sarà l’anno delle elezioni comunali. A prescindere da ciò che decideranno i cittadini a primavera, il mio auspicio è che il percorso che ci condurrà alle urne non si trasformi in una guerra tra bande. Mi auguro che i piccoli interessi di partito non si contrappongano all’interesse generale e mi auguro che quei movimenti che fanno dell’odio e della divisione un elemento identitario vengano tenuti ai margini da una comunità che, al contrario, ha costruito la sua fortuna proprio sulla coesione sociale. Buon anno e buona Livorno a tutti.
*sindaco di Livorno
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