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Livorno

alta tensione in porto 

Fi: «Tarzia vuole dettare legge Invade i campi dell’Authority»

Mauro Zucchelli
 Fi: «Tarzia vuole dettare legge Invade i campi dell’Authority»

Oltre 30 deputati forzisti all’attacco contro il comandante della Capitaneria Nel mirino il no all’accosto di alcune navi. Chiesto l’intervento del ministro

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LIVORNO. Non potrebbe essere più dura l’interpellanza urgente presentata ieri alla Camera da 36 deputati di Forza Italia: occhi puntati sul porto di Livorno, nel mirino l’ammiraglio Giuseppe Tarzia, numero uno della Capitaneria (ma anche un richiamo al presidente dell’Authority Stefano Corsini a esercitare con più forza il proprio ruolo). Più precisamente: si chiede al ministro Danilo Toninelli di intervenire contestando l’«ingerenza del comandante del porto in ambiti di competenza propria dell’Autorità di Sistema Portuale» il cui presidente «abdicando di fatto – dicono gli interpellanti – alle proprie funzioni e prerogative consente che scelte di regolamentazione, promozione e controllo delle operazioni e dei servizi portuali siano condizionate da un esercizio inappropriato dei poteri di polizia marittima».

Primo firmatario Giorgio Mulè, e poi giù una sfilza di nomi fra i quali Deborah Bergamini, Stefano Mugnai, Osvaldo Napoli e via elencando. Al ministero delle infrastrutture si ricorda che la normativa (al comma 4 dell’articolo 6) «stabilisce che spettano alla sola Autorità portuale i compiti di “indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione e controllo delle operazioni e dei servizi portuali, delle attività autorizzatorie e concessorie di cui agli art. 16 e 18», mentre l’art. 14 «attribuisce all’autorità marittima le funzioni di “polizia e sicurezza portuale previsti dal codice della navigazione e le rimanenti funzioni amministrative”, ferme restando «le competenze attribuite dalla legge alle Autorità di Sistema Portuale».

Gli interpellanti fanno riferimento a un episodio specifico: il comandante del porto di Livorno ha deciso di negare l’accosto alla banchina pubblica del molo Italia il 15 e 16 dicembre scorso per la “Hoegh Singapore”, flotta Grimaldi Euromed, che era stato «richiesto per sbarcarvi circa mille auto, che il terminal contrattista non avrebbe potuto collocare nei propri piazzali perché occupati da autoveicoli in attesa di ritiro». Qualcosa del genere è accaduto poi «il 27 dicembre per la Msc Cristiana».

Parrebbe dunque che quest’attacco forzista non abbia a che fare con l’attenzione della Procura sulla Sponda Ovest. In realtà, anche quel caso è stato un esempio di attrito istituzionale fra gli orientamenti di Authority e Capitaneria.

L’interpellanza forzista segnala che «si è così introdotta, nel porto di Livorno, una procedura d'intesa che attribuisce al comandante del porto funzioni a giudizio degli interpellanti improprie, che si sovrappongono a quelle proprie del presidente dell'Authority». Insomma, – dicono i 36 deputati forzisti – «a Livorno si è così assoggettato il governo delle operazioni portuali ad una procedura di “intesa, per quanto di rispettiva competenza” da raggiungersi fra un'amministrazione competente ed altra incompetente». —

Mauro Zucchelli

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