Il Tirreno

Livorno

Chirurgia vascolare da record: 700 vite salvate in un anno

Giulio Corsi
Chirurgia vascolare da record: 700 vite salvate in un anno

Dal 2016 il reparto livornese guidato da Invernizzi ha quasi raddoppiato gli interventi: 100 aneurismi dell'aorta e 170 carotidei, via ad una nuova tecnica mini-invasiva

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LIVORNO. Nel 2016 il reparto di Chirurgia Vascolare dell’ospedale di viale Alfieri aveva effettuato 450 interventi. Nel 2017 è salito a 650. Quest’anno l’attività chirurgica è cresciuta ancora e ha toccato quota 700.Significa che la vita di 700 persone è stata salvata dall’equipe guidata dal primario Claudio Invernizzi, da anni riferimento di alta professionalità sul territorio livornese e oggi affermatosi come punto di eccellenza all’interno non solo dell’Asl Toscana Nord Ovest ma anche in tutta la regione se è vero che rappresenta per numeri e complessità degli interventi la seconda Chirurgia Vascolare ospedaliera della Toscana dopo il Torregalli di Firenze, con numeri che si avvicinano e talvolta superano le tre aziende universitarie.

Due vite salvate ogni giorno, tutti i giorni dell’anno. In questo pacchetto infatti ci sono qualcosa come circa 100 casi di aneurismi dell’aorta ed addirittura 170 interventi sulla carotide con un incremento del 22%, racconta Invernizzi. «Sono tanti, più di noi li fa Careggi», sottolinea il primario. Il resto sono aneurismi periferici, ed arteriopatie comunque in grado di procurare spesso la perdita dell’arto. «Il 95% della nostra attività chirurgica è arteriosa, mentre la chirurgia venosa non si fa per mancanza di spazio e di personale medico», spiega il primario.Gli aneurismi più frequenti sono quelli sottorenali, che interessano spesso gli ultrasettantenni, ma non solo. «Abbiamo appena operato un uomo di 60 anni: nel 2015 aveva avuto un ictus, lo operai di stenosi carotidea. Oggi di aneurisma dell’aorta. I nostri operati stanno ricoverati un solo giorno nel 70% dei casi, sia per le carotidi che per gli aneurismi aortici che per le rivascolarizzazioni periferiche», racconta.Il segreto di questo boom di Chirurgia Vascolare secondo Invernizzi è da ricercare in primis nella professionalità dei suoi medici. «Il merito è del lavoro di Gaetano Parlato, Gianluca Ceccanei, Vincenzo Lo Schiavo, Annamaria Paparusso e Maria Antonietta Pacilé - dice Invernizzi -. Colleghi preparati, appassionati, che non si tirano indietro mai. E poi l’arrivo del radiologo interventista Roberto Arpesani, due anni fa che io volli fortemente e che siamo riusciti a portare a Livorno grazie alla disponibilità dell’ex direttore generale De Lauretis, ha rappresentato una svolta decisiva. La Chirurgia Vascolare moderna non può prescindere da una radiologia interventistica adeguata».

Non è un caso che la squadra dei radiologi interventisti sia ulteriormente cresciuta con il recente innesto di Andrea Saraceni, appena un mese fa. «L’interazione tra i vari specialisti è fondamentale. In questo senso voglio evidenziare la collaborazione con gli anestesisti Roncucci e Fredani, determinanti nella nostra attività, ma anche quella con Graziano Di Cianni e la Diabetologia per il piede diabetico».Non sono solo i numeri a crescere a Chirurgia Vascolare: quest’anno è stato effettuato anche un tipo di intervento di avanguardia che finora non veniva eseguito. Si tratta dell’aneurisma dell’aorta toraco addominale con endoprotesi fenestrata: «Ne abbiamo fatti 11, si tratta di interventi complessi che chiamano in sala operatoria diverse professionalità, in particolare i radiologi interventisti», spiega Invernizzi.«L’aneurisma aortico consiste nella dilatazione patologica di un tratto dell’aorta (l’arteria più frequentemente colpita) dovuto a un cedimento delle parete che la costituisce. La causa più frequente di questa dilatazione - spiega il primario - è oggi l’aterosclerosi. I fattori di rischio dell’aterosclerosi (età, ipercolesterolemia, ipertensione, diabete, fumo) sono gli stessi quindi per la patologia aneurismatica. Attraverso incisioni di pochi centimetri vengono introdotte le protesi endovascolari per l’aorta e le sue diramazioni principali dirette all’intestino ed agli organi parenchimatosi (fegato,milza,pancreas, etc ...)».

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