Il Tirreno

Livorno

A Livorno è boom dei pass auto per disabili: quasi raddoppiati in 2 anni

Juna Goti
A Livorno è boom dei pass auto per disabili: quasi raddoppiati in 2 anni

Adesso sono a un passo da quota 3.400, nel 2016 superavano a malapena i 1.800. I dubbi del Comune, le risposte dell’Asl: cosa c’è dietro questo incremento record

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LIVORNO. Difficile non notare il dato, tra i tanti che negli ultimi giorni stanno rimbalzando sulle scrivanie degli uffici del Comune in materia di traffico e contrassegni auto, in particolare dei residenti e dei professionisti che sono alle prese con il rinnovo. Il dato che salta all’occhio è quello dei pass blu riservati ai disabili: nell’arco di due anni sono quasi raddoppiati. Lo raccontano i numeri registrati in municipio: nel 2016 erano 1.818, nel 2017 sono diventati 2.592 e nel 2018 sono arrivati a 3.355. Significa che lo scorso anno c’è stato un incremento di 774 contrassegni rispetto al 2016, e che quest’anno c’è stato un ulteriore incremento di 763 tagliandi dal 2017. In altre parole oltre 700 richieste in più all’anno nel giro di soldi due anni. Perché?

Va subito messo in chiaro che per richiedere il contrassegno blu, che vale in tutta Europa, non basta certo presentarsi agli sportelli del Comune e fare un’autocertificazione. Questo contrassegno viene rilasciato per legge alle persone che dimostrano di averne realmente bisogno, perché costrette a fare i conti con capacità di movimento sensibilmente ridotte o con altre forme di disabilità.

È l’Asl che certifica questa condizione. Ed è solo con la certificazione della Asl che il cittadino può presentarsi in municipio e ritirare il pass. Cosa si può fare con questo tagliando? Si può sostare negli spazi riservati ai disabili o circolare nelle zone a traffico limitato. E si può anche parcheggiare gratis in tutte le nuove strisce blu che sono state annunciate dal Comune nel 2017 e che quest’anno hanno invaso il centro e il lungomare, ridisegnando la geografia dei posti auto sia nelle Ztl che nelle Zsc. Non senza le proteste di molti residenti e commercianti, che hanno denunciato il taglio di centinaia di soste.

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Come si spiega questa impennata di contrassegni riservati ai disabili? Dalla Asl per ora confermano solo che stanno aumentando le richieste, a fronte di una normativa che non è cambiata. In Comune - che in questo caso è solo l’ultimo anello della catena - il dato è rimbalzato anche in giunta, tra gli assessori. E si sa che l’amministrazione, nell’ambito di una analisi generale, sta osservando anche le procedure di duplicazione.

«L’amministrazione è sempre attenta ai dati, anche noi abbiamo riscontrato questo incremento e stiamo cercando di capire», commenta il sindaco Filippo Nogarin. «Stiamo cercando di capire - sottolinea - prima di tutto perché vogliamo tutelare i disabili che hanno difficoltà oggettive e hanno bisogno del pass».

Il garante dei disabili, Maurizio Melis, fa notare che in realtà negli ultimi anni un cambiamento in materia di contrassegni c’è stato: nel 2012 anche in Italia è entrato in vigore il pass europeo blu, che nel 2015 ha definitivamente preso il posto di quello arancione, ed è possibile che qualche rinnovo extra successivo sia uno strascico di questa procedura. Ma secondo il garante la spiegazione potrebbe essere da un’altra parte: in una maggiore consapevolezza del disabile delle sue possibilità in un contesto che in materia di parcheggi negli ultimi due anni è cambiato. Lo dice così: «A fronte di una maggiore difficoltà di parcheggio, si richiede a prescindere il certificato di cui magari prima si pensava di non avere bisogno».

«Dall’altra parte - sottolinea - è cresciuto anche il controllo da parte della polizia municipale: avete scritto tante volte di casi di persone che abusavano del pass. Quindi l’auspicio è che proseguano questi controlli, proprio a tutela dei disabili».

Nel frattempo il municipio, pochi giorni fa, ha varato il suo primo disciplinare per l’assegnazione degli spazi di sosta personalizzati ai titolari del contrassegno invalidi. In questo caso è direttamente il Comune ad occuparsene, con una commissione che vede la partecipazione di Asl, Inps, polizia municipale e associazioni del mondo della disabilità. Tra le novità principali annunciate dall’amministrazione c’è la revisione ogni due anni dei requisiti per avere il posto.

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