Gioco
«Una rivoluzione choc, aspettavamo un rinvio che non è arrivato»
Carraresi (Confcommercio): «Ci saranno grosse difficoltà» Ciapini (Confesercenti): «È una novità che per molti risulta incomprensibile»
livorno. Una rivoluzione, un cambiamento epocale, ma anche un costo in più e tanta, troppa incertezza tra i commercianti. La fatturazione elettronica, obbligatoria tra privati e verso i consumatori, entrerà in vigore martedì fra i dubbi e le domande delle imprese e di chi ha una partita Iva. Punti controversi che toccano migliaia di livornesi, dai grandi imprenditori portuali alla merceria di periferia.
«Ci saranno grosse difficoltà, tanti si aspettavano un rinvio che alla fine non c’è stato», dice Alessandro Ciapini, direttore di Confesercenti. Più critico il presidente di Confcommercio, Alessio Carraresi, che parla di «una rivoluzione che viene vista come incomprensibile dai commercianti, con problemi seri per la maggior parte degli operatori e con una burocrazia che paradossalmente aumenta».
Criticità a cui le due associazioni di categoria, negli ultimi mesi, hanno provato a rispondere organizzando incontri su tutto il territorio, oltre a fornire assistenza per la compilazione e la ricezione delle fatture.
PROBLEMI e COSTI
Le difficoltà principali sono state riscontrate nelle botteghe di periferia, molte delle quali gestite da persone anziane che non hanno grande confidenza con i computer. «Figuriamoci con una Pec, con le firme digitali e con i file da scaricare», aggiungono dalla Confesercenti e dalla Confcommercio. «Le piccole attività sono state costrette a riorganizzarsi dal punto di vista informatico – interviene Ciapini – noi le abbiamo aiutate e a gennaio, viste le difficoltà, i commercianti potranno venire nelle nostre sedi per verificare insieme le fatture emesse e ricevute. E chi non ha un pc, potrà anche scaricarle attraverso il nostro sistema». Anche Confcommercio si è messa a disposizione, con Carraresi che evidenzia un aspetto forse sottovalutato: «Per la maggior parte delle aziende, compresi i piccoli negozi, ci sarà una spesa annuale di 100-120 euro, che serviranno a coprire i costi per creare i file XML e acquistare i servizi di un software gestionale, visto che quello gratuito fornito dall’Agenzia delle entrate non ha tutte le funzionalità».
DA CODICE A FATTURE
Se è vero che le sanzioni saranno congelate fino al 30 settembre per i contribuenti mensili e fino al 30 giugno per i trimestrali, è altrettanto vero che bisogna allinearsi subito alla normativa per riscuotere e pagare i fornitori. «Ogni imprenditore ha un codice univoco, pertanto all’inizio mi aspetto problemi ed errori anche nella compilazione della fattura elettronica», sottolinea Ciapini. Ma cosa cambia per i consumatori? «Poco o niente – risponde Carraresi – al muratore che chiami per un lavoro in casa, per esempio, dovrai semplicemente fornire il tuo codice fiscale, mentre lui sarà chiamato a consegnarti una copia cartacea della fattura elettronica. I cambiamenti riguardano appunto chi ha una partita Iva e i commercianti, che purtroppo saranno costretti a fare anche i tecnici informatici e i commercialisti. Il governo parla di fini nobili e di contrasto all’evasione, ma siamo davanti a una spesa in più per gli operatori e a un obbligo che complica il lavoro: credo che ci sarà un passo indietro a livello nazionale».
Gianni Tacchi
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