Gioco
Via Grande, i lavori ai portici anche senza accordi con i privati
Nel tratto da piazza della Repubblica a piazza Grande la pavimentazione è già a carico del Comune di Livorno
ma per il secondo lotto (lato porto) andranno riviste tre convenzioni con i proprietari dei portici
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17553831:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/12/11/news/galleria-commerciale-ecco-il-nuovo-identikit-dei-portici-1.17553831]]
LIVORNO. Per anni il progetto di riqualificazione di via Grande si è annodato intorno a un accordo, mai raggiunto, con i proprietari dei portici, che sono privati a uso pubblico. Ne sanno qualcosa i condomini o chiunque altro abbia seguito il lungo iter del progetto "Pensiamo in Grande" che nell’era dell’amministrazione Cosimi si è chiuso con un nulla di fatto. Ma oggi si scopre che per far partire il maxi-intervento di restyling del primo lotto della via dello shopping (da piazza della Repubblica a piazza Grande) il Comune, che investirà oltre un milione di tasca propria - quindi nostra - non dovrà chiedere il permesso a nessuno. Non dovrà stringere accordi con i proprietari dei palazzi. Accordi che invece serviranno per il secondo lotto, lato porto, ma con un importante cambio di rotta rispetto al passato: in questo caso il municipio non vuole chiedere ai privati di partecipare alle spese, ma anzi di cedere al pubblico la manutenzione della pavimentazione.
Lo dice il rapporto del gruppo di lavoro formato da tecnici e dirigenti del Comune che è stato messo in piedi per sbrogliare la matassa via Grande. E lo conferma l’assessore Alessandro Aurigi. «Le cose che tutti hanno sempre saputo, ovvero che i portici sono privati a uso pubblico - premette al Tirreno - sono le stesse che abbiamo sempre saputo anche noi, quelle che ci sono state tramandate dal pensiero comune. Ma quando siamo entrati in municipio abbiamo fatto un grosso lavoro per fare una fotografia storica della situazione, anche giuridica, di via Grande: siamo partiti dagli anni ’’50 e abbiamo trovato conferme e novità...».
«Diversamente da come si pensava in origine - entra nel merito - la manutenzione delle facciate e delle colonne è in capo ai privati, ma la manutenzione della pavimentazione e dell’illuminazione è già in carico all’amministrazione». Questa, ripete, è la regola generale e per tutto il primo lotto di via Grande, a gara entro fine anno, «non esistono convenzioni specifiche che stabiliscano vincoli diversi».
Nel rapporto del dipartimento 4 si legge che dopo la guerra, per ricostruire l’allora via Vittorio Emanuele fu varato il piano Roccatelli. Era il 1947. Quando il piano fu approvato dal ministero, era già in vigore la legge urbanistica 1150 del 1942 che all’articolo 40 comma 2 recita: "Rimangono a carico del Comune la costruzione e manutenzione del pavimento e l’illuminazione di portici soggetti alla servitù" di pubblico passaggio. Quindi, si legge ancora nel rapporto, «il Comune non solo è tenuto ad eseguire i lavori sulla pavimentazione (nonché sull’impianto di illuminazione), sia di ordinaria che di straordinaria manutenzione, ma è anche legittimato a farlo senza che occorra acquisire preventivamente alcun consenso da parte della proprietà» e «soprattutto è legittimato a investirvi risorse finanziarie pubbliche».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.15644322:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2017/07/22/news/degrado-sotto-i-portici-di-via-grande-e-effetto-arlecchino-1.15644322]]
Diverso è per la seconda metà di via Grande, dove invece esistono tre convenzioni con i privati: firmate nel 1951 per regolare la ricostruzione dei primi due isolati che si affacciano su piazza Grande (sia lato via Fiume che lato via Piave) e nel 1963 per la ricostruzione del palazzo all’angolo con piazza Colonnella. In questo caso, ad esempio, la società Catilina chiese al Comune di alzare l’edificio di un piano per realizzare un attico. Dalla trattativa saltò fuori una convenzione che, come quella del 1951, prevedeva l’impegno della società alla «manutenzione ordinaria e straordinaria dei portici in ogni loro parte» e l’obbligo del Comune solo alla «manutenzione dell’impianto di illuminazione» e a pagare consumi elettrici e pulizia.
È vero, il restyling di questo tratto non fa parte del primo lotto di lavori, attesi in primavera: per ora è solo citato nel piano triennale dei lavori pubblici, per 1,9 milioni. Ma se da una parte il Comune vuole fare un intervento unitario, che dia un aspetto simile a tutta la via, dall’altro non ha ancora firmato accordi con i privati per il secondo lotto: cosa ha intenzione di fare?
«Intanto - risponde Aurigi - il consiglio ha approvato una modifica al regolamento edilizio e chi farà interventi in quell’area dovrà rispettare il progetto». Per il resto «abbiamo scritto agli amministratori coinvolti, che ci hanno rappresentano la condivisione del lavoro: quello che per loro è più complicato è intercettare tutte le volontà dei soggetti che partecipano al condominio. A cosa puntiamo? A modificare le convenzioni e a riportare in capo al Comune la manutenzione della pavimentazione, è un obbligo già intrinseco nella servitù di passo». Insomma, «non vogliamo far pagare i condomini perché i portici sono un patrimonio della città e vanno trattati in modo unitario».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
