Il Tirreno

Livorno

il caso  

«Illazioni diffamatorie» Misericordia di Antignano querela l’autrice del post

M.S.

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livorno. «Quando vi vengono a soccorrere occhio al portafogli». Il lungo e rabbioso post su Facebook (condito con insulti e auguri di morte) di una donna livornese, compagna di un uomo soccorso dagli operatori della Confraternita, è sparito dal social media blu, ma i volontari di Antignano non hanno certo intenzione di lasciar correre.

«Lunedì il governatore Stefano Del Vivo ha depositato una querela alla polizia municipale per illazioni diffamatorie nei nostri confronti», spiega il direttore Fabio Cecconi, che ricostruisce la vicenda: «Il 19 dicembre, proprio davanti alla nostra sede, verso le 19.30 due macchine hanno fatto un incidente a dir poco spettacolare (una delle auto si era ribaltata, ndr). Siamo intervenuti subito, in contemporanea ai vigili urbani che hanno fatto immediatamente le foto per i rilievi, e solo dopo sono arrivati i vigili del fuoco. Il compagno della signora è rimasto in auto fino a quel momento, e – precisa Cecconi – lo zaino dove si sarebbe trovato il portafoglio è rimasto in suo possesso tutto il tempo, anche durante il tragitto in ospedale con la Misericordia di Montenero».Per i volontari una serata resa ancor più concitata dal fatto che l’altro automobilista coinvolto era proprio un confratello.

Poi, la mattina successiva, la brutta sorpresa: «La signora prima ci ha contattati via social per chiederci dell’oggetto (quando in seguito all’impatto gli effetti personali dell’uomo erano sparsi nel raggio di 100 metri), e poi ha scritto quel post accusatorio» prosegue ancora il direttore.

“A tutela della dignità e l'onorabilità dei nostri Confratelli e dei soccorritori in generale, insieme all'impegno e la storia della nostra Confraternita, abbiamo presentato alle autorità competenti una querela” scrive la Misericordia di Antignano sul profilo Facebook.

E Cecconi conclude: «La nostra opera è rivolta a prestare aiuto a coloro che hanno bisogno senza attendersi nessun ringraziamento; ma non possiamo certamente tollerare, ne tantomeno perdonare, illazioni pesanti come il furto durante un servizio di soccorso». —

M.S.

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