Il Tirreno

Livorno

Gestione del porto sotto esame della Procura

Mauro Zucchelli
Gestione del porto sotto esame della Procura

Livorno, riflettori puntati su 15 anni di vicende relative agli accosti dei traghetti merci sulla Sponda Ovest della Darsena Toscana

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LIVORNO.  Tira una brezza ghiaccia da nordest davanti agli uffici della Procura mentre alla spicciolata arrivano alcuni fra i personaggi che hanno (o hanno avuto) in mano le leve del porto. Diventa una tempesta sulle banchine e soffia anche un po’ più in là, a Palazzo Rosciano, quartier generale dell’Authority.

Il gossip degli affari di banchina ieri non parlava d’altro. Eppure le avvisaglie c’erano già, e da qualche giorno: basti pensare che l’ultima seduta del comitato di gestione, una sorta di “consiglio d’amministrazione” dell’Autorità di Sistema Portuale, era stata prima fatta slittare al pomeriggio e poi rinviata del tutto per l’arrivo di buon mattino di otto finanzieri ad acquisire documenti negli uffici dell’istituzione portuale. Segno che già da tempo gli occhi della magistratura erano puntati su quel che avviene sulle banchine. E qui l’ultimo riferimento potremmo farlo al blitz della Capitaneria che alla fine dello scorso mese di agosto aveva posto sotto sequestro la tensostruttura creata da Grimaldi alla radice della Darsena Toscana.

E’ su quell’angolo della geografia del porto che, a quanto è dato sapere, ha messo gli occhi la Procura. In realtà, però, non è né solo né soprattutto a quella tensostruttura di 800 metri quadri che sembrano esser puntati i riflettori: semmai al lungo svilupparsi delle vicende relative a questi accosti per traghetti merci (e ora merci-passeggeri) nell’arco di molti anni. Probabilmente quasi una quindicina, fin dalla metà del decennio scorso. Con tanto di esposto e battaglie a suon di avvocati e carte bollate.

Quello spicchio di Darsena Toscana è stata individuata come la soluzione quando è esploso il bisogno di trovare collocazione al traffico di ro-ro (camion e rimorchi spediti via nave): di lì a poco sarebbe diventata la tipologia numero uno del nostro porto e Livorno avrebbe presto conquistato la leadership a livello nazionale.

Ma come gestire l’assegnazione di quello spazio? Per farla breve, si è andati avanti un po’ sulla base di “occupazioni temporanee”. Il passo successivo è stata l’ “anticipata assegnazione”. Soluzioni giuridicamente provvisorie che, come accade spesso nel nostro Paese, di volta in volta hanno rischiato di risultare un po’ meno provvisorie. Senza contare che nel mezzo c’è stato l’avvicendamento fra aziende differenti, e magari in modo non indolore.

A ciò si aggiunga che il mercato è andato verso nuove formule di traghetto: sempre più spesso i passeggeri si sono mescolati alle merci. E questo ha portato anche alla trasformazione di quella banchina: l’Authority ha chiesto agli operatori (Grimaldi) di realizzare una struttura per i passeggeri, ma così facendo creava una nuova mini-stazione passeggeri fuori dai confini della Porto 2000 (conquistata da Onorato-Msc). Con strutture che secondo la Capitaneria richiedevano ben altro tipo di autorizzazione.
 

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