Gioco
È scontro aperto sul pirogassificatore al Picchianti
botta e risposta
livorno. La premessa è d’obbligo: oggi non è prevista alcuna conferenza dei servizi per autorizzare il pirogassificatore (impianto che trasforma le plastiche in olio combustibile ed energia) che la società Pyrenergy vorrebbe costruire in via degli Arrotini, al Picchianti. Lo ha chiarito ieri l’assessore Giuseppe Vece in una commissione accesissima, che ha visto anche l’intervento della società.
A dare il via è stato Giovanni Fuoti (M5S), che ha ripetuto di essere stato «contattato da cittadini preoccupati perché si va a realizzare un altro impianto inquinante in un’area delicata». Fuoti ha consegnato al presidente Edoardo Marchetti (M5S) una petizione in cui i residenti della zona nord si dicono «molto preoccupati per la salute» in un’area «già compromessa» dove ci sono «case, due asili e uffici».
Dal punto di vista tecnico la procedura di assoggettabilità a Via (Valutazione di impatto ambientale) è stata avviata il 23 luglio. Nelle settimane passate, chiarisce Vece, «è stata sospesa sulla base delle integrazioni richieste dagli enti che partecipano alla conferenza dei servizi (Provincia, Comune, Arpat, Asl)»: «Le integrazioni sono state prodotte ed è stata mandata una ulteriore comunicazione chiedendo agli enti di fornire entro il 28 dicembre (quindi ieri, ndr) un contributo tecnico istruttorio. Sulla base di questi contributi sarà probabilmente convocata una nuova conferenza». Comunque «non si parla ancora di autorizzazione, ma di quale sia la procedura da seguire» e «il nostro impegno è a verificare che tutto sia fatto nella massima trasparenza e nel rispetto delle norme».
Ad accendere gli animi ci pensa l’amministratore di Pyrenergy, Roberto Morganti, quando dice che «il nostro impianto dal punto di vista ambientale risolve qualche problema, non lo crea: tutti parlano di porta a porta, uscio a uscio, ma se non ci sono impianti che poi trasformano i materiali in prodotti riutilizzati...». «È inutile – dice – fare il porta a porta se poi si butta la plastica nell’inceneritore. La Rea vi manda a bruciare 10mila tonnellate di plastica all’anno». E ancora: «Il nostro impianto crea lo stesso inquinamento di un grosso condominio e crea direttamente una ventina di posti di lavoro». Poi, rivolgendosi alle forze politiche: «Vi assumete la responsabilità di tagliare le gambe a Livorno». Vece schizza sulla sedia: «Siamo sicuri che il materiale differenziato viene venduto, sono ricavi per Aamps. Dall’Ato può arrivare all’inceneritore un “misto plastiche”, ma non certo materiale differenziato». Tra i consiglieri ad alzare di più la voce è Giuseppe Grillotti (Potere al popolo), che prima avanza dubbi su materiali in ingresso e controlli, poi annuncia una mozione per chiedere una variante urbanistica in modo da ostacolare l’attività in quell’area. —
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