Il Tirreno

Livorno

 

Getta un petardo tra gli alunni della scuola, colpita una ragazza

Matteo Scardigli
Getta un petardo tra gli alunni della scuola, colpita una ragazza

Livorno, momenti di paura al liceo Enriques. L’autore del gesto è un coetaneo della studentessa. La preside: «Si è scusato, ma la scuola non può tollerare»

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Un gran botto, un urlo, una fitta di dolore e tanta paura. Ma alla quindicenne livornese (o a chiunque altro intorno a lei), coinvolta nel gesto insensato di un compagno di scuola, poteva andare molto peggio.

Venerdì scorso verso le 11.15, durante la prova di evacuazione antincendio al liceo Enriques fissata da tempo proprio a ridosso delle vacanze di Natale durante l’orario dell’intervallo, quando l'intero corpo studentesco si stava ormai radunando nel punto di raccolta (il campo da basket nel giardino interno che si trova tra la palestra e l'aula magna) un alunno di seconda ha lanciato in aria in mezzo alla folla un petardo acceso che è finito nel cappuccio del giaccone di una coetanea.

L'esplosione ha squarciato il tessuto, e la ragazza, subito soccorsa dalla vicepreside, ha riportato un rossore diffuso sulla schiena e un grosso spavento. Il ragazzo invece, almeno nei primi momenti, si era confuso tra gli altri.

«La scuola non può tollerare comportamenti di questo tipo», mette in chiaro fin dall’inizio la direttrice scolastica Manuela Mariani, che poi prosegue: «Si è trattato di una bravata che ha avuto delle conseguenze, le quali potevano essere molto più gravi. Fortunatamente l'alunna non si è fatta quasi nulla, ma l’istituto non ha intenzione di soprassedere sull’accaduto e prenderà le opportune misure».

L'autore del gesto, racconta ancora Mariani, è già stato individuato: «Ho parlato personalmente con il ragazzo, che si è scusato e si è detto dispiaciuto e pronto ad assumersi le sue responsabilità, che verranno valutate in sede di consiglio di classe straordinario previsto all'immediato rientro dalle vacanze; io propendo per una sospensione, ma la delibera in materia spetta al consiglio. Nel frattempo – prosegue – abbiamo già incontrato i genitori e messo in contatto le due famiglie, e anche il giaccone è già stato ricomprato». La situazione dunque, col favore delle Feste, sembra essere tornata alla calma.

La direttrice infine pone l'accento sulla funzione educativa dell'istituto: «Un fatto di quel genere non si può giustificare, specialmente nel contesto di un’esercitazione di sicurezza, aspetto che riveste un’importanza fondamentale perla scuola. L’istituto è prima di tutto una comunità educativa, ed è nostro dovere insegnare agli alunni a riflettere prima di agire, a valutare le conseguenze dei loro gesti prima di compierli. Molto spesso infatti – conclude Mariani – i protagonisti di episodi come gesti di maleducazione, litigi e anche piccoli scontri fisici, o di episodi commessi senza pensare, proprio come questo, confessano che "se avessero contato fino a dieci" non avrebbero compiuto il fatto». —

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di Redazione web