Gioco
Asa 50 assunzioni nel 2019
La rinegoziazione dei debiti con le banche porta un tesoretto per far decollare gli investimenti: 50 km di nuove tubazioni
LIVORNO. L’annuncio arriva dal presidente dell’Asa Nicola Ceravolo: «Assumeremo quasi 50 persone nel 2019 comprendendo turn-over, stabilizzazioni e potenziamento di alcuni reparti». Fa parte del pacchetto di assunzioni, «sempre tramite selezione pubblica», che ha visto una trentina di ingressi nei ranghi dell’ex municipalizzata nel corso dei dodici mesi di quest’anno. Con una sottolineatura extra che rimarca una caratterizzazione politica: «La mia volontà è di dare a questi nuovi lavoratori gli stessi diritti dei colleghi, cioè riconoscendo le tutele dell’articolo 18 che hanno perso».. Dietro le quinte di questa mossa, in tempi grami in cui nessuna azienda si butta in programmi di assunzione a cuor leggero, c’è il nuovo piano industriale che, senza temere di peccare un po’ di pomposità, Ceravolo descrive come la svolta che «segnerà il futuro per i prossimi 13 anni della più grande azienda partecipata dai Comuni della provincia di Livorno».
Lo presenterà a metà gennaio ma intanto parlano le cifre: è un pacchetto da «240 milioni di investimenti nell’arco dei 13 anni, più della metà dei quali (130) sarà spesa entro il 2023». Stiamo parlando di «170 milioni in più rispetto al vecchio piano».
Gli ingredienti segreti del menù: Ceravolo insiste sulla rinegoziazione dei tassi bancari che «hanno visto ridurre l’interesse dal 7% al 2%». Un bel successo nel match sul ring con gli istituti bancari («22 milioni li abbiamo avuti dalla Bei, 65 da un pool di banche guidate da Intesa selezionate tramite gara pubblica») ma è anche l’effetto della caduta tendenziale dei tassi mai così bassi per iniziativa di Mario Draghi al timone della Bce. Non solo: sul piatto i sindaci dei vari municipi di differente colore politico hanno messo la proroga di cinque anni («fino al 2031») della concessione a Asa come gestore unico di acquedotto e fogne. Un prolungamento che ha una conseguenza positiva per le loro finanze: l’operazione nuovo piano industriale «ha un valore importante anche perché ci permetterà di far fronte ai debiti scaduti verso i Comuni che sono nella compagine soci di Asa». In soldoni? «Nel 2018 – riferisce Ceravolo – siamo arrivati fino a 17 milioni: quattrini che entreranno nei forzieri municipali».
Ma questo è solo uno spicchio del piano di utilizzo del “tesoretto”. Il piano degli investimenti mette l’accento, ad esempio, sulla «sostituzione di oltre 50 chilometri di rete dell’acquedotto ora con tubi in fibrocemento per un valore di più di 12 milioni di euro».
Ma è da segnalare anche con questa tranquillità finanziaria alle spalle – giura il presidente – si potrà puntare a uscire dal recinto classico di Asa e avventurarsi a fare qualche altro “mestiere”: «I margini su acqua e gas sono limitati, dobbiamo puntare sulla produzione di energia. Ma guardando all’economia circolare: eolico, fotovoltaico e non solo...».
Belle parole, ma evitando di farne chiacchiere cosa significano in concreto? Ceravolo disegna un’alleanza con Aamps sull’impianto Itf già presente al Picchianti accanto all’ingresso dell’ex municipalizzata (foto in alto). Per farne cosa? «I fanghi di depurazione di Asa ci vanno già, potremmo fane un impianto di co-digestione che in tandem con i fanghi lavori l’organico domestico raccolto col porta a porta così da produrre biogas».
Ma non sarà mica il pirogassificatore del quale si ipotizza la collocazione al Picchianti? Ceravolo nega: «Il pirogassificatore brucia plastica, il co-digestore fa fermentare fanghi e “umido”: avremmo eco-carburante per il nostro parco di auto».
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