Gioco
La simpatia dei Mayor strega il pubblico-tv (e manda in soffitta il tabù del pietismo)
Oltre un milione di spettatori per il programma su Italia 1 con Paolo Ruffini e l’allegra brigata di Lamberto Giannini
Potrebbe essere la pista di un circo, e Paolo Ruffini potrebbe essere il domatore. Ma un domatore senza piedistallo perché in questo circo che è il circo della vita, tutti stanno un po’ su e un po’ giù, up & down appunto. Siamo nel magico mondo di “Up & Down” lo show, prima fortunato varietà in giro per i più grandi teatri di Italia centrando sempre il tutto esaurito, poi film pluripremiato al festival di Venezia che ha fatto commuovere un bel pezzo di mondo, e ora programma tv di Natale.
E poco importa se la pista del circo è in realtà il palcoscenico del teatro Verdi di Firenze dove lo spettacolo che va in onda è costruito a misura di televisione. La sostanza, accanto agli alberi di Natale e ai giganti pacchi regalo finti, al pubblico con i cappelli di babbo Natale e alle luci della festa, resta.
Inno alla felicità, all’anticonformismo, alla diversità. E un milione di telespettatori se lo sono goduto questo strano varietà di Natale catapultato tra banalità concorrenti nella prima serata di Italia 1. Oltre un milione di telespettatori: per uno spettacolo di stampo teatrale è un successo enorme.
Più o meno invariata la struttura dello show, ma con una serie di accorgimenti ospiti compresi che hanno reso up&down il perfetto spettacolo televisivo di Natale. Buono quanto basta ma non troppo, cattivo il giusto, educativo, politicamente corretto e scorretto al tempo stesso.
Gli ingredienti? Livorno, che c’è nelle battute e nello spirito anche se grazie a una intelligente scelta autoriale non si vede (e certo che c’è, perché livornesi sono gli attori, la musicista Claudio Campolongo, Mayor di Lamberto Giannini e Giannini stesso, il domatore Ruffini a sua volta domato). Ma soprattutto l’ingrediente vincente è la straordinaria accoppiata tra Ruffini poetico e schietto come non mai e l’esperienza della compagnia teatrale Mayor Von Frinzius fondata oltre 20 anni fa da Giannini che ha raccolto e fatto convivere decine di attori, disabili (soprattutto down) e non, i cosiddetti “normaloidi”.
Eccolo sotto l’albero di Natale questo mix esplosivo, dove salta la retorica in nome dei veri buoni sentimenti, dove il down è down e ci scherza sopra, dove le battute si incrociano sfidando le barriere del demenziale. Chi è più demenziale? Vittorio Sgarbi, tra gli ospiti extra, o il meraviglioso imitatore e cantante autistico? Erika, Federico, Andrea, Giacomo, Simone, David, tutti Mayor, o Diana del Bufalo e Cristiano Malgioglio, collaudati personaggi da telecamera?
L’abilità di Ruffini sta anche qui, nel calibrare, contenere, innescare… Ma senza poi troppa fatica perché ormai i Mayor alla tv sono abituati, già transitati con fierezza e professionalità in vari salotti televisivi, da quello di Barbara D’Urso a quello di Domenica In. Favola senza troppo zucchero, tenerezza ma solo a pezzetti, pubblico da casa che poi posta fiumi di parole sui social per dire «siete fantastici».
Alla fine dello spettacolo saliranno tutti (sono 80 circa) sul palco quelli della compagnia Mayor e Giannini saluterà il pubblico presentandoli con orgoglio. Perché dopo il successo della tournée e del film, stavolta Ruffini e i Mayor sono andati ancora oltre.
«Abbiamo portato gli ultimi in prima serata. È stato avanguardista, un esperimento perfetto, stupendo, felice, televisivo, eccentrico, rivoluzionario. Sono felicissimo…» dice emozionato Paolo Ruffini a serata finita. E Giannini, che per Up & Down ha lavorato fianco a fianco con Ruffini, sia per la parte teatrale che quella tv, dividendosi i compiti tra scrittura e regia, è raggiante: «Ha funzionato perché è uno spettacolo che vuole essere scorretto, ma allo stesso tempo è per tutti. Lo scopo ci sembra raggiunto. È stato molto bello che tutta la compagnia Mayor e non solo il gruppo che ha lavorato per “Up&Down” sia salito sul palcoscenico e si sia presentato ai telespettatori. Perché la compagnia continua il suo lavoro, un lavoro grande: ed è proprio grazie a questo lavoro che è stato possibile realizzare uno spettacolo così». —
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