Il Tirreno

Livorno

Natale in mezzo a una strada a 25 anni: l’appello di Davide per tornare a vivere

Nicolò Cecioni
ll “Binario Mobile” della Caritas guidata da suor Raffaella Spiezio che ha aiutato Davide
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ll “Binario Mobile” della Caritas guidata da suor Raffaella Spiezio che ha aiutato Davide

Livorno, il giovane è rimasto orfano di entrambi i genitori a 8 anni. «ll mio nuovo babbo mi picchiava in continuazione e la mamma non era mai in casa. Stavo male e a 13 anni decisi di scappare di casa»

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LIVORNO. Sarà un altro Natale di freddo e speranza per Davide, un ragazzo di 25 anni che vive per strada dal 2016 e che da allora cerca un lavoro e un posto caldo dove dormire. La sua è una storia tutta livornese fatta di solitudine e pasti offerti dai passanti, di coperte donate dalla Caritas e chilometri macinati a piedi per consegnare curriculum. Sempre e comunque con il sorriso sulle labbra. «Affronto ogni giorno col sorriso – racconta – me lo hanno insegnato i medici dell'ospedale. In passato ho sofferto di depressione e sono andato a curarmi. I dottori mi hanno detto che se mi butto giù è finita».

Ma non è facile guardare al futuro senza abbattersi quando la vita ti ha riservato solo sofferenza e delusione, facendoti rimanere orfano di entrambi i genitori a 8 anni. «I miei genitori – spiega il ragazzo, ripercorrendo la sua vita – sono morti in un incidente stradale quando ero piccolo e perciò sono stato adottato da una famiglia livornese. Ma il mio nuovo babbo mi picchiava in continuazione e la mamma non era mai in casa. Stavo male e a 13 anni decisi di scappare di casa».

Una scelta forte e coraggiosa per un ragazzo che a quell'età dovrebbe prepararsi ad affrontare il primo anno delle superiori. «L'istruzione – continua – l'ho ricevuta in un convento di frati a Salerno dove ero finito, per caso, dopo aver lasciato la mia famiglia adottiva e la città in cui sono nato». Qualche anno più tardi e dopo numerose peripezie, Davide ha fatto ritorno nella sua Toscana, stavolta non sul mare ma a Pistoia. «Volevo tornare vicino a casa, ma sono andato a Pistoia, dove sono stato accolto bene, ho trovato lavoro, un posto dove dormire e una ragazza. Facevo il cameriere in un ristorante e i gestori mi avevano dato la stanza sopra il locale. Finalmente stavo bene».

Ma proprio quando pensava che le cose potessero andare nel verso giusto, i titolari hanno ceduto l'attività e il 25enne si è di nuovo trovato senza lavoro. «Decisi di tornare a Livorno. Non avevo né casa né occupazione e così accettai un posto alla Trw come guardia notturna, ma poi l'azienda ha chiuso e sono finito in strada. Dal 2016 in poi ho sempre vissuto senza un tetto sopra la testa».

Freddo, pioggia, vento e – soprattutto – paura sono stati i suoi compagni di viaggio in questi tre anni di vita solitaria. «Dai livornesi ho sempre ricevuto affetto e aiuti. La gente con me è stata molto buona e non ho mai avuto problemi per mangiare. Tra donazioni ed elemosina, ogni giorno riesco a procurarmi del cibo». Davide è anche entrato in contatto con i servizi sociali. «Ho fatto domanda ai servizi sociali e conoscono la mia situazione. Ma ancora non ho ricevuto risposte. Un aiuto concreto, invece, l'ho ricevuto da un amico conosciuto per strada. Mi ha regalato la sua vecchia roulotte. È ferma in un campo abbandonato in via Pian di Rota, a Porta a Terra, ed è tutta trasandata. Ha i vetri rotti e dentro spesso ci entrano i topi. Ma almeno lì sono a riparo dalla pioggia».

Il problema è che questo giaciglio di fortuna è parecchio fuori mano. «Per questo ultimamente mi ero costruito un accampamento con coperte e teli donati dalla Caritas ad Ardenza, accanto a una panchina dei giardinetti davanti alla Baracchina Rossa. Tutti mi conoscono e cercano di aiutarmi, ma tre giorni fa sono stato mandato via. Un residente, infatti, ha fatto una segnalazione ai vigili che mi hanno sgomberato. Una donna gentile che vive nella zona mi ha pagato due notti nell'albergo Ardenza, ma adesso sono costretto a tornare alla roulotte».

Ad andare in soccorso al senzatetto livornese sono arrivati i volontari del Binario Mobile (nella foto in alto), il servizio della Caritas che aiuta chi vive in strada. «Io non ho la macchina e mi muovo a piedi. Per me l’area di Porta a Terra è lontanissima. Ho chiesto di poter spostare la roulotte al parcheggio dietro i Tre Ponti, sarebbe già molto più comodo. I volontari si sono attivati per inoltrare la richiesta agli uffici del Comune. Non chiedo molto, mi basterebbe solo un posto più tranquillo e vicino dove poter vivere. Quel campo a Pian di Rota è in pessime condizioni e sono isolato da tutto. Come faccio da lì a spostarmi tutte le mattine per andare a cercare un lavoro?».

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