Gioco
Panzironi promette i polli biologici dell’università, Perugia smentisce
L'ateneo umbro: «Non esistono collaborazioni con questo soggetto per allevamenti di agricoltura biologica che noi facciamo»
LIVORNO. L’annuncio è del 13 dicembre: è in arrivo la carne con il bollino “Life 120”. Appare sulla pagina Facebook di Adriano Panzironi, il giornalista ideatore di Life 120, lo stile di vita che ti promette di guarire dalle malattie e prevenire patologie gravi (dal diabete all’Alzheimer) se: 1) elimini i carboidrati “insulinici” dalla dieta; se elimini proprio la dieta mediterranea; 3) se rafforzi il regime alimentare con gli integratori prodotti dai gemelli Panzironi medesimi. L’annuncio suscita grandi consensi fra i seguaci di Life120. Anche perché Panzironi promette una carne sana grazie ad allevamenti portati avanti «in accordo con l’Università di Perugia». Che, però, smentisce di aver ogni rapporto con Panzironi.
GLI STUDI UNIVERSITARI
Del resto all’inizio di dicembre Panzironi viene attaccato dalla ministra della Salute Giulia Grillo. Una settimana dopo il giornalista rilancia con gli allevamenti biologici di polli, ipotizzando una collaborazione inesistente con l’Università di Perugia. In realtà da anni, il dipartimento di Scienze agrarie, alimentari ed ambientali porta avanti studi e progetti sugli allevamenti allo stato brado degli animali, per il miglioramento della qualità delle carni. Sono progetti - come la filiera del Pollo ruspante - coordinati dal professor Cesare Castellini che, in una serie di pubblicazioni, hanno già rivelato il miglioramento della qualità delle carni se gli animali vengono allevati in ambienti naturali, senza costrizioni, nutrendoli con la giusta alimentazione. Solo che questi progetti non sono mai stati condivisi con Life120.
ALLEVAMENTI VERACI
Eppure il 13 dicembre, Adriano Panzironi pubblica una foto del gemello Roberto, in campagna, con sfondo di polli, con un post inequivocabile: «Abbiamo importanti novità rispetto agli allevamenti da Filiera Life 120. Sono stato a vedere i lavori del primo allevamento allo stato semi-brado con galline razza Collo Nudo che cominceranno la settimana prossima ad alimentarsi secondo le nostre indicazioni. Infatti in accordo con l'Università degli Studi di Perugia alimenteremo questi animali solo con cibi che permetteranno un aumento importante delle quantità di acidi grassi polinsaturi. Con analisi alla mano avremo per fine gennaio, delle carni e delle uova di animali allevati in natura e ricche di Omega 3».
POLLI "COLLO NUDO"
In effetti, gli studi portati avanti dall’Università di Perugia, e anche i primi allevamenti sperimentali, dimostrano che proprio la razza (il genotipo) di polli “Collo nudo” sono quelli che danno risultati più interessanti (anche in termini di miglioramento della carne) in caso di allevamenti di agricoltura biologica. Le carni si presentano più ricche di «acidi grassi polinsaturi che sono di elevata qualità nutrizionale perché intervengono nel metabolismo del colesterolo e dei trigliceridi principalmente attraverso una modulazione delle lipoproteine di trasporto (cioè cambiano il rapporto tra colesterolo HDL e colesterolo LDL, il colesterolo buono e quello cattivo). È necessario che questi acidi grassi vengano protetti dagli antiossidanti assunti con la dieta e con il pascolo. Nel caso di animali con elevata attività motoria e con alte quantità di polinsaturi il pascolo diventa fondamentale».
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COLLBORAZIONE INESISTENTE
Il fatto, però, è che Life 120 e Università di Perugia non si sono mai incontrati. In una nota del professor Castellini, l’ateneo umbro ribadisce: «L’università di Perugia storicamente rappresenta un punto di riferimento nazionale e internazionale per filiere produttive e allevatori interessati a migliorare le caratteristiche qualitative delle produzioni animali. In particolare, i ricercatori dell’Università di Perugia del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali hanno evidenziato in numerose pubblicazioni scientifiche (almeno 20) l’effetto dei fattori produttivi (razza, sistema di allevamento, protocolli alimentari, età) sui principali composti bioattivi dei prodotti animali (ferro, acidi grassi n-3, vitamine, polifenoli...). L’uso di tali protocolli di produzione è stato usato per mettere a punto modelli di produzione biologica basati sul pascolo, sul rispetto del comportamento e del benessere animale e sulla sostenibilità ambientale. Ma smentiamo che i ricercatori dell’università di Perugia abbiano mai avuto rapporti di alcun tipo con Life 120. Non sono mai esistite collaborazioni/relazioni con tale soggetto (Life 120): né in passato, né sono in corso al presente, né si intende in alcun modo svilupparne in futuro».
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